sabato 29 aprile 2017

Economia va bene? quesito

Egr. Direttore
Economia va bene?
Autorevoli amministratori e illustri giornalisti dicono che le tesse sono diminuite, la povertà è stata in parte sconfitta, il lavoro è in ripresa, la p.a. riprende ad assumere, si può andare in pensione qualche anno prima pagando un piccolo compenso non ho capito bene se il debito pubblico è diminuito e se la criminalità è sotto controllo.
I migliori saluti
IC

risposta
L'ottimista . Dipende da che parte  si guarda la situazione. Se uno sta bene tutto gli sembra positivo.
Se qualcun altro ha figli disoccupati e genitori bisognosi di sostegno, la cosa è un po' più complicata.
Pur essendo ottimista non posso però dire che il debito pubblico è diminuito

PApa Francesco al Cairo

L'ottimista Un abbraccio di pace del Papa in una città blindata è sufficiente a sconfiggere il terrore.

tasso. Quesito

Egr. Avv.
per una ripresa vegetativa del mio tasso,
un'antinsetticida
e un fungicida, cosa mi consiglia?
Grazie Saluti.
PC

risposta

per la ripresa vegetativa flortis solfato ferroso
un'antinsetticida Zapi insetticida universale un cucchiaino per 10 litri d'acqua
e il fungicida ossiclorurio di rame WDG  due cucchiaini per 10 litri d'acqua;
gli ultimi due possono esser dati insieme. Gigi Zoo Cremona

venerdì 28 aprile 2017

Comune di Venezia IMU TASI 2017

Comune di Venezia IMU TASI 2017

L’IMU deve essere versata alle seguenti scadenze:

ACCONTO
entro il 16/06/2017
SALDO
entro il 18/12/2017


Per il 2017 sono state tacitamente confermate le medesime aliquote IMU 2016. L’acconto è pari alla metà dell'imposta dovuta in base alle aliquote e detrazioni confermate.
La base imponibile della TASI è la stessa dell’IMU.

La TASI si continua ad applicare agli immobili di categoria catastale A con esclusione delle abitazioni principali classificate nelle categorie da A/2 ad A/7 e degli A10.

La TASI deve essere versata alle seguenti scadenze:

ACCONTO
entro il 16/06/2017
SALDO
entro il 18/12/2017

Per il 2017 sono state tacitamente confermate le medesime aliquote e maggiorazione TASI 2016.

L’acconto è pari alla metà dell'imposta dovuta in base alle aliquote e detrazioni confermate.

Comune Cremona IMU TASI 2017


Comune Cremona IMU TASI 2017


Le aliquote 2017 sono le stesse che erano in vigore nel 2016, quindi:
- se non sono intervenute variazioni nel possesso degli immobili rispetto al 2016
- se non si è interessati dalle novità sopra descritte
l'IMU dovuta per il 2017 è uguale all'IMU dovuta nel 2016.
Se invece sono intervenute variazioni nel possesso degli immobili o si rientra nel caso sopra citato, l'IMU 2017 deve essere ricalcolata seguendo le indicazioni descritte di seguito.
L'IMU (Imposta municipale propria) è uno dei tre tributi che compone la IUC (Imposta Unica Comunale).
La IUC si compone  anche di:
• TASI (Tributo per i servizi indivisibili) - ATTENZIONE: a Cremona per l'anno 2017 il pagamento della Tasi non è dovuto.
• TARI (Tassa sui rifiuti che sostituisce TARSU/TARES).
Per consultare la scheda informativa generale sulla IUC con le schede informative relative alla TASI e alla TARI vai nella sezione "Ti potrebbe interessare anche" di questa scheda.
CHI DEVE PAGARE
Chi possiede:
1) abitazione principale di tipo signorile (cat. A1), ville (cat. A8), palazzi storici e castelli (cat. A9) e relative pertinenze (cat. C2, C6, C7)
2) immobili equiparati all'abitazione principale, purché accatastati in cat. A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville), A9 (palazzi storici e castelli) e relative pertinenze:
- unica abitazione (e relative pertinenze) posseduta (o in usufrutto) da anziani o disabili che, in seguito a ricovero permanente, hanno acquisito, a partire dal 2017, la residenza in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che non sia data in affitto. In questo caso è necessario presentare apposita comunicazione, utilizzando il modulo disponibile nella sezione "modulistica" di questa scheda, all'Ufficio accertamenti tributi diversi ICI - IMU - TASI e rapporti con il contribuente o all'Ufficio Protocollo del Comune di Cremona;
- unica abitazione (e relative pertinenze) posseduta a titolo di proprietà o usufrutto in Italia da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero (AIRE) già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza,  a condizione che l'abitazione non risulti data in affitto o in comodato d'uso.In questo caso è necessario presentare apposita comunicazione, utilizzando il modulo disponibile nella sezione "modulistica" di questa scheda, all'Ufficio accertamenti tributi diversi ICI - IMU - TASI e rapporti con il contribuente o all'Ufficio Protocollo del Comune di Cremona;
- casa coniugale (e relative pertinenze) assegnata ad uno dei due coniugi, in seguito a separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Il soggetto passivo è il coniuge assegnatario (anche se non ne è il proprietario). In questo caso entrambi i coniugi devono presentare la Dichiarazione IMU, allegando copia della sentenza di separazione, all'Ufficio accertamenti tributi diversi ICI - IMU - unità immobiliari (e relative pertinenze) appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa, assegnate come abitazione principale ai soci della cooperativa. In questo caso è necessario presentare la Dichiarazione IMU all'Ufficio accertamenti tributi diversi ICI - IMU - TASI e rapporti con il contribuente o all'Ufficio Protocollo del Comune di Cremona - unica abitazione (e relative pertinenze) posseduta da personale in servizio permanente appartenente alle FF.AA., alle Forze di Polizia ad ordinamento militare e civile, al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del D. Lgs. 19/5/2000 n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, a condizione che l'abitazione non sia data in affitto. Solo in questi casi non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica nell'abitazione. E' necessario presentare la Dichiarazione IMU all'Ufficio accertamenti tributi diversi ICI - IMU - TASI e rapporti con il contribuente o all'Ufficio Protocollo del Comune di Cremona (vedi la scheda informativa nella sezione "Ti potrebbe interessare anche" di questa scheda)
3) altri fabbricati (diversi dall'abitazione principale)
4) aree fabbricabili
5) terreni agricoli diversi da quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti (CD) e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola
6) fabbricati rurali non adibiti ad uso strumentale.
Il possesso deve essere a titolo di:
- proprietà
- usufrutto
- diritto reale d'uso, di abitazione, di enfiteusi, di superficie
- concessione di immobili demaniali: il concessionario
- leasing (=locazione finanziaria): l'utilizzatore o locatario.
Aliquota di nuova istituzione per immobili classificati in A/10 - C/2 - C/3 destinati all'insediamento di nuove attività a carattere terziario avanzato nell'Area ex Annonario- aliquota: 0,76%.

comune.cremona.it

Imu 2017

Calcolo Imu 2017

Le scadenze per il pagamento dell’Imu sono per il 2017 quelle consuete per il versamento dell’acconto e del saldo dell’imposta. Le date fissate coincidono in ogni caso con quelle richieste per la Tasi.
Il primo giorno da tenere a mente è il 16 giugno, data entro la quale dovrà essere stata versato l’acconto Imu. Si tratta del meglio conosciuto Tax day, giorno di importanti scadenze fiscali. Fino al 2016 il 16 giugno è stata la data unica per il versamento Ires, Irpef, Irap, Imu e Tasi. Con l’ufficiale approvazione della misura fiscale di semplificazione una parte delle tasse da corrispondere allo Stato saranno posticipate al 30 giugno. Per il 2017 si potrà procedere agli adempimenti Ires, Irpef, Irap entro il 30 giugno.
La seconda scadenza che è necessario tenere ben in mente è il 16 dicembre, termine ultimo per il pagamento del saldo Imu 2017.
Calcolo IMU 2017: scadenza e importi
Per il calcolo dell’Imu è necessario in primo luogo essere a conoscenza della rendita e la categoria catastale dell’immobile per il quale si deve pagare l’imposta, oltre all’aliquota fissata dal proprio comune.
A tal proposito è consigliabile controllare se si possa aver diritto a qualche tipo di esenzione. Potrebbe inoltre essere utile sapere se ci si trova in una situazione per la quale è garantita una aliquota agevolata.
Se si vuole conoscere il valore dell’aliquota per il proprio comune si può consultare se e quale delibera è stata emanata nel proprio territorio consultando il sito del Mef.
Per il calcolo dell’Imu 2017 è necessario essere in possesso dei seguenti dati:
la rendita catastale dell’immobile;
le aliquote;
detrazioni (o agevolazioni varie) previste dal proprio comune.
Per il calcolo della base imponibile sulla quale bisognerà applicare le aliquote stabilite dal proprio Comune bisognerà procedere nel seguente modo:
Rendita catastale * 5% * coefficiente immobile
Oltre ad applicare l’aliquota comunale è importante verificare se sono previste particolari agevolazioni, detrazioni fiscali o esenzioni.
Calcolo Imu 2017: i moltiplicatori per ogni categoria catastale
Per il calcolo dell’Imu è necessario essere a conoscenza della categoria catastale del proprio immobile. In questo caso infatti si può risalire al moltiplicatore che concorrerà a determinare l’importo effettivo dell’imposta.
I moltiplicatori, ovvero i coefficienti proprio di ogni categoria catastale sono i seguenti:
160: tutto il gruppo catastale A (A/10 escluso), C/2, C/6 e C/7.
140: tutto il gruppo catastale B, C/3, C/4 e C/5.
80: per le categorie A/10 e D/5.
65: tutto il gruppo catastale D (D/5 escluso).
55: per la categoria C/1.
Calcolo Imu 2017: le esenzioni dal pagamento

Per l’Imu 2017 è confermata l’esenzione per le prime case, ad eccezione delle abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9) per le quali comunque è garantita un’aliquota ridotta. informazionefiscale.it/2017.

Draghi Mario. Tassi di interesse ancora bassi

Draghi Mario. Tassi di interesse ancora bassi

Tassi di interesse ancora bassi, confermati ai minimi storici, e la possibilità di estendere il Quantitative easing se necessario. Su questi due punti continuerà ad agire la politica monetaria della Banca centrale europea (Bce), come ha spiegato il presidente Mario Draghi durante la conferenza stampa tenutasi dopo la riunione del Consiglio direttivo di questa mattina.
Draghi ha detto che è ancora opportuno sostenere “un elevato livello di accomodamento monetario”, anche se sembrano diminuiti i rischi al ribasso sulla crescita dell'eurozona e la ripresa sta diventando più solida. L'obiettivo è arrivare ad un tasso di inflazione del 2 per cento in tutta l'area euro, diminuendo il divario tra i diversi paesi. “Il nostro mandato non è definito sull'andamento dei singoli paesi" – ha detto riferendosi a recenti critiche di Wolfgang Schäuble, ministro delle Finanze tedesco ipercritico delle politiche espansive – e per questo “guardiamo alle medie”. Rispondendo ad una domanda sui bassi tassi di crescita dell'Italia, Draghi ha precisato che “Il mandato non è sulla crescita, ma sulla stabilità dei prezzi e quindi sul tasso di inflazione per l'intera eurozona”, perciò la Bce guarderà all'andamento medio per decidere la progressiva uscita dalla fase di stimoli straordinari.
Sono andati sistematicamente a vuoto i tentativi dei cronisti di carpire da Draghi qualche indicazione dell'umore della Bce rispetto alle prossime elezioni dei governi in diversi paesi, in primis in Francia dove si confrontano l'europeista Emmanuel Macron e l'euroscettica Marine Le Pen. La Bce valuta l'impatto che l'"incertezza politica" può avere sui tassi di inflazione come fattore, tra gli altri, capaci di influenzare la politica monetaria. ilfoglio.it/economia/2017/04/27/



Camusso Susanna. Alitalia



"La nazionalizzazione non mi pare una buona idea. Invece mi chiedo perché il governo debba dare un prestito ponte finalizzato allo spezzatino e alla liquidazione e non utilizzare invece le risorse pubbliche per un progetto di rilancio" ad esempio "coinvolgendo Cassa depositi e prestiti, che potrebbe indirizzare Alitalia verso una acquisizione da parte di una compagnia europea che ne salvaguardi il futuro". Lo propone Susanna Camusso, segretaria della Cgil, in un'intervista al Corriere della Sera.  "Sapevamo che il risultato del referendum era ad altissimo rischio. E l'avevamo detto a tutti e in tutti i modi", ha spiegato commentando la bocciatura dei lavoratori. Ma, ha precisato, la pre intesa con l'azienda è stata votata "perché, nelle condizioni date, non era possibile ottenere di più. E non volevamo rassegnarci a vedere gli aerei Alitalia a terra e la compagnia in liquidazione. Abbiamo provato a ridarle una prospettiva".
Adesso "mi pare miope il ragionamento del governo che dice: è un'azienda privata, ha vinto il no, si chiude e buonanotte". Camusso ricorda che nel 2007 "eravamo contrari ad Air France perché non avrebbe dato una prospettiva di sviluppo ad Alitalia, ma lavorammo per una soluzione migliore: Lufthansa. E non ho mai capito perché il governo non andò avanti su quella strada". E la leader Cgil ripartirebbe da qui, "se fosse possibile". http://lapresse.it/27.04.2017.
L’Ottimista. Mi pare una ottima idea. Prima però bisogna cambiare le norme che impediscono alla cassa di prestare danari ad aziende in crisi. Per il resto è una brillante idea.



giovedì 27 aprile 2017

Istruzione MIUR. Laureati

Ministero MIUR. Laureati

L’Italia si conferma povera di laureati. All’ultimo posto lo scorso anno, penultima oggi, conta solo 26 dottori ogni cento cittadini tra i 30 e i 34 anni. Peggio, tra tutti i Paesi membri della Ue, fa solo la Romania (25,6%). Nel 2016, la percentuale di laureati tra le persone tra i 30 e i 34 anni è cresciuta in tutta l’Unione (arrivando al 39,1%), rispetto al 2002. Ma l’Italia resta indietro nelle classifiche. È vero che gli italiani con un titolo di istruzione superiore sono raddoppiati rispetto al 2002, quando la quota era del 13,1% e che il dato odierno supera l’obiettivo nazionale del 26%. Ma resta lontano il traguardo della strategia «Europa 2020», che tutti i Paesi arrivino per quella data ad avere il 40% di laureati. «I 12,9 punti di differenza tra noi e la media europea sono davvero troppi - ha commentato il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi - e fanno pensare che sulla Buona Scuola bisognerà ritornare». «Occorre - aggiunge - uscire dalle strettoie di una legge nata un po’ per risparmiare e un po’ per rispondere alle logiche del mercato».corriere.it/scuola/universita/17_aprile_26/

LOttimista. Strano perché abbiamo i migliori professori. Figuriamoci che per superare un esame ho dovuto fare una prima prova scritta superata ma bocciato allorale, una seconda prova scritta superata ma bocciato allorale, finalmente alla terza prova scritta superata il prof. ha deciso che non avrebbe fatto lorale per noi ignoranti. Bontà sua. Con tutto quello che ha da fare , consulenze , conferenze, convegni, traduzioni, magari un incarico politico, per fortuna che ha trovato tempo anche per noi. Grazie prof. e grazie Ministro del MIUR. 

Riforma. Legge elettorale

Riforma. Legge elettorale

Il Parlamento "provveda sollecitamente al compimento di due importanti adempimenti istituzionali: la nuova normativa elettorale per il Senato e per la Camera e l'elezione di un giudice della Corte costituzionale". Il monito è stato lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
La conferenza dei capigruppo di Montecitorio decide che la Legge elettorale approderà in Aula alla Camera l'ultima settimana di maggio, presumibilmente a partire dal 29 su richiesta di Pd e M5S.
La calendarizzazione l'ultima settimana di maggio, viene spiegato al termine della capigruppo della Camera, è stata decisa tenendo conto dello stato dell'iter dell'esame in Commissione dove ancora non è stato presentato un testo base. Non è stata inserita la formula "ove concluso in Commissione", per cui il testo in Aula deve arrivare entro la data stabilita.
Il Pd ha fatto le sue proposte. Prima il Mattarellum, ma con scarso successo" poi ha proposto una nuova formulazione "basata su due punti fondamentali: i collegi uninominali e un ragionevole premio di maggioranza. Mi  sembra siano buone basi per andare avanti verso l'approvazione di una nuova legge elettorale".
La colpa della paralisi istituzionale del Paese, secondo i deputati M5s, responsabilità di Matteo Renzi e del Pd: "Il M5s - precisano - è l'unico che a oggi ha presentato una proposta di legge che prevede l'estensione del legalicum anche per l'elezione del Senato e può essere approvata nel giro di qualche giorno di lavoro parlamentare. La proposta è in Commissione, alla portata di tutti...Noi siamo gli unici che vogliono davvero ridare voce ai cittadini facendoli tornare, dopo anni di governi imposti, al voto democratico". E concludono: "Tutti gli altri partiti, dal Pd alla Lega sino a Forza Italia hanno le idee confuse. Non sanno quali inciuci e quali accordi intraprendere. Sono presi dal panico e dalla paura sconfinata di perdere le prossime elezioni e sono ossessionati dal M5s. Coraggio, approviamo subito il Legalicum e andiamo immediatamente al voto".repubblica.it/politica/2017/04/26/
L’Ottimista. Ma perché si ostinano a fare la legge elettorale prima dell’elezione del segretario del PD che il primo partito in Italia? Non è educato! Vogliamo rispettare chi ha la maggioranza , anche se relativa dei voti.



Zuccaro Carmelo. ONG

Zuccaro Carmelo. ONG

Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, titolare di uno dei fascicoli aperti dalla magistratura italiana sulle attività in mare delle ong impegnate nel salvataggio di migranti e che indaga su presunte collusioni tra operatori umanitari e trafficanti libici, adombra nuovi e ancor più inquietanti sospetti ai microfoni di Agorà su Raitre: "A mio avviso - dichiara il magistrato - alcune ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune ong finalità diverse: destabilizzare l'economia italiana per trarne dei vantaggi. Se l'informazione è corretta, questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione".
Informato, il ministro della Giustizia e candidato alle primarie Pd Andrea Orlando, ospite di Repubblica Tv, richiama Zuccaro: "Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna".
Alle nuove affermazioni di Zuccaro ha dedicato un passaggio anche il ministro dell'Interno Marco Minniti, durante il question time alla Camera: "Si tratta di evitare generalizzazioni e giudizi affrettati, attenendosi quindi a una rigorosa valutazione degli atti. Anche il governo ha aperto un canale di scambio informativo con la Commissione Ue, l'agenzia Frontex e il Servizio diplomatico dell'Unione europea per condividere ogni elemento utile a un quadro aggiornato. Analoga attività di indagine sull'impatto delle ong sui flussi migratori svolge la commissione Difesa del Senato che ha preannunciato sue conclusioni entro la prima settimana di maggio".
All'inchiesta catanese ha fatto più volte riferimento Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle, accusando di ipocrisia e buonismo chi difende il lavoro svolto dalle ong.
Roberto Saviano, duro con l'esponente del M5s, accusato a sua volta dallo scrittore di strumentalizzare un'indagine non ancora conclusa per erodere voti a quanti "vorrebbero vedere i migranti in fondo al mare". http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/04/27/
L’Ottimista. Ma perché un procuratore vuole indagare su fatti complicati dove solo la politica ha competenze. Noi ci fidiamo della politica che ha espresso una giusta linea di mediazione. Effettivamente sig. Ministro della giustizia dovrebbe sapere che non si può dire nulla su di una indagine in corso, ma si sa ha tante cose da fare e le fa tutte molto bene.

Alarico I. Il sacco di Roma



Alarico acclamato nel 395 duce dei Visigoti stanziati come foederati di Roma nella Pannonia e nella Mesia, invase la Macedonia e la Grecia, inserendosi abilmente nella discordia esistente tra i successori di Teodosio, Arcadio e Onorio, e i rispettivi ministri, Stilicone e Rufino. Affrontato da Stilicone nel 395 e 396, venne a patti. Arcadio, imperatore d'Oriente, gli conferì la carica di magister militum e gli affidò il governo dell'Illirico, per cui il suo popolo, da stipendiato, assumeva una sua autonomia e si affiancava ai Romani, pur diviso da questi se non altro per la religione (i Visigoti erano ariani. Alarico dopo la morte (408) di Stilicone, irruppe di nuovo in Italia e, approfittando dell'inerzia di Onorio, imperatore d'Occidente, giunse sotto le mura di Roma. Questa poté per una prima volta (408) salvarsi con l'oro e la liberazione di 40 mila schiavi barbari, ma A., irritato per il rifiuto di Onorio di cedergli il Norico, e dopo aver tentato di superare le trattative facendo eleggere (409) dai Romani un imperatore a lui asservito, Attalo, la notte del 14 agosto 410 penetrò, per la Porta Salaria, nella città e la saccheggiò per tre giorni. treccani.it
L’Ottimista. Io mi fido di tutto ma fidarsi di Alarico è stato un po’ eccessivo perché da difensore di Roma  è stato uno dei suoi peggiori nemici. 

mercoledì 26 aprile 2017

Gentiloni Paolo. Alitalia



 Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che aveva sostenuto apertamente un voto positivo da parte dei lavoratori di Alitalia sull'accordo con l'azienda per i tagli e il rilancio, chiude le porte alla nazionalizzazione della compagnia dopo la netta vittoria del "no" nella consultazione chiamata dai sindacati. "Non posso tacere la preoccupazione per quello che sta accadendo in una grande impresa come Alitalia.
Anche lì bisognerebbe essere in grado di stare sul mercato e competere. Devo dire che da parte mia c'è stata delusione per l'opportunità offerta dall'accordo che non è stata colta.
Chi governa ha il compito di risolvere i problemi e dire anche la verità e io l'avevo detto prima e anche adesso: non ci sono le condizioni per la nazionalizzazione. Tuttavia il governo si sente impegnato a non disperdere le risorse di asset e lavoro della compagnia, ci lavoreremo sapendo che la decisione presa nel referendum rende più difficile accettare la sfida", ha detto il premier.
Ieri il cda della compagnia ha preso atto del rifiuto dei lavoratori e ha annunciato che con l'assemblea della prossima settimana sarà avviata la pratica per l'amministrazione straordinaria: l'ex vettore di bandiera dovrebbe essere affidato a tre commissari, con Luigi Gubitosi in pole position.
Nell'ambito di una gestione commissariale - a meno di trovare un compratore - è possibile che Alitalia venga fatta "a pezzi" per cedere ai migliori offerenti i suoi asset migliori. In cielo volteggiano i rivali, che possono essere interessati a metter le mani in primis sugli "slot" (in particolare a Fiumicino e Linate), ma anche sui suoi aerei e sui piloti che presumibilmente cercheranno di accasarsi altrove.
Il dossier finisce anche all'attenzione della Commissione europea, per la quale sulle soluzioni per la crisi "è in contatto costruttivo con l'italia". All'Antitrust Ue, questa mattina, è in corso una riunione per verificare gli spazi di manovra previsti dalla legislazione europea in relazione al ruolo dello stato. La portavoce ha aggiunto che "la Commissione è sempre pronta a discutere con gli Stati membri i loro piani in linea con le regole Ue". Non sono però giunte richieste specifiche di intervento sul punto. repubblica.it/2017/04/26/

L’Ottimista. Una crisi non facile , ma, se il governo è compatto l’Italia proverà le energie necessarie per salvare l’Alitalia.

Renzi Matteo. Primarie PD

Renzi Matteo. Primarie PD

Ospite del videoforum di Repubblica Tv Emiliano è certo che "se dovessero andare a votare tutti quelli che nel mondo della scuola oggi sono contrari a Renzi, io vincerei le primarie. L'errore da non fare è non andare a votare neanche contro". In molti, sostiene il candidato, in corsa con Matteo Renzi e Andrea Orlando, anche se sono contrari all'ex segretario Pd, diserteranno i gazebo per non legittimarlo.
Il suo avversario, ritiene il presidente della Puglia, è duro da cacciare: "Se lo mandi via con le primarie ci riesci, altrimenti lui sta lì a occupare il partito e a snaturarlo". Nel caso in cui, però, Emiliano non dovesse vincere le primarie, non  ha intenzione di lasciare il Pd:
È fantapolitica, secondo Emiliano, che  Renzi possa fare il federatore del Centrosinistra come chiede Pisapia: "Se Renzi vince le primarie - spiega - cercherà di far fuori tutti i suoi avversari, vorrà andare subito a votare per togliersi dai piedi Gentiloni che sta iniziando a piacere agli italiani e non fare la Legge di bilancio che sarebbe lacrime e sangue per i pastrocchi che ha combinato".
L'ex premier, continua il governatore "vuole il P.d.R., il Partito di Renzi. Se vincessi io - ha affermato ancora - ricostruirei ad esempio un rapporto con il sindacato, con la scuola e con il Sud e il Pd tornerebbe ad essere il principale partito italiano facendo finalmente una legge elettorale che tenga insieme il centrosinistra". Gentiloni, ha confermato, "sarebbe il mio premier, sarebbe libero", non come ora che è ostaggio politico di Renzi e Boschi.
Per organizzare l'appuntamento del 30 aprile, si lamenta Emiliano, c'è stato poco tempo: "Queste primarie sono state fatte con rito abbreviato per scelta di Renzi, dovevano essere clandestine. Stiamo provando a informare gli italiani che il 30 aprile tutti possono andare a votare, non solo gli iscritti al partito, per cambiare la storia del Pd. Ora Renzi tenta di far andare al voto solo i suoi".
Sul perché, poi, Matteo Salvini e Luigi Di Maio facciano il tifo per Renzi, Emiliano ha un'idea precisa: "Io avrei più opportunità di riportare a casa i voti che abbiamo perso e che sono andati ai grillini", ha detto, ribadendo che "Renzi non tiene conto del fatto che il fronte-contro-fronte favorisce il M5s che ha in mano delle carte devastanti" per la prossima campagna elettorale.
"La Buona Scuola? Siamo al limite del comico. Un meccanismo strano ha sparato insegnanti a caso un po' dappertutto. Credo che i giudici faranno a pezzi questo sistema. Bisogna evitare che questa riforma sia fatta giocando sulla pelle delle persone. Non stanno funzionando neanche le correzioni. Con una faccia di bronzo straordinaria Renzi ha detto di volerla rifare", ha detto ancora Emiliano, ricordando le polemiche che la Riforma della scuola ha scatenato.
Su una cosa Emiliano è d'accordo con Renzi: il futuro di Alitalia: "Bisogna interveniere su Alitalia e non mandare tutto a carte e quarantotto.

La compagnia non può essere lasciata al fallimento come detto da alcuni esponenti del governo. Il governo deve smetterla di interferire nelle libertà sindacali, deve fare l'arbitro e non il giocatore", sottolinea. repubblica.it/2017/04/26.

Interno. Ong. Soccorso. Profughi

Interno. Ong. Soccorso. Profughi


Le istituzioni internazionali fanno quadrato in difesa delle Ong, dopo le accuse lanciate in questi giorni. Da Frontex all’Oim, in tanti riconoscono il ruolo cruciale svolto dalle imbarcazioni pronte a soccorrere profughi in mare aperto. In particolare, è l’Agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne ad aggiustare il tiro. Nello scorso mese di dicembre, infatti, in un report riservato aveva parlato di probabili collusioni delle Ong con i trafficanti del Mediterraneo.
Ieri invece Frontex ha sottolineato che i trafficanti in Libia sfruttano gli obblighi internazionali di salvataggio. «È chiaro – ha spiegato la portavoce Izabella Cooper – che i trafficanti che operano in Libia stanno approfittando dell’obbligo internazionale di salvare vite in mare».
Secondo Frontex, dal 2014 è cambiato il modo in cui i trafficanti libici conducono il loro 'sporco business'. Prima le barche che trasportavano i migranti si spingevano fino a Lampedusa  ora gli scafisti si limitano a spingere barche in legno fatiscenti e gommoni di pessima qualità fino al limite delle acque territoriali libiche.
Anche il numero dei migranti imbarcati è cambiato. «Da circa 90 in media nel 2014 per imbarcazioni di 10 metri – aggiunge la portavoce di Frontex – nel 2016 e 2017 sono circa 170». Da inizio anno sono circa 36mila i migranti soccorsi e sbarcati in Italia, con un incremento del 43% circa rispetto a un anno fa.
Intanto anche l’Oim – l’Organizzazione internazionale per le migrazioni – getta acqua sul fuoco delle polemiche politiche legate ai soccorsi e alle attività svolte dalle Ong. In una nota diffusa ieri a Ginevra, il direttore generale per l’Europa, Eugenio Ambrosi, conferma di «non essere a conoscenza di casi comprovati di collusione» tra trafficanti e organizzazioni non governative.
Ma, aggiunge, «non possiamo essere ingenui. Il fatto che navi di soccorso di Ong operino così vicino alle acque libiche può essere sfruttato dai trafficanti. Questo non costituisce una collusione deliberata, ma richiama l’attenzione sulla necessità di definire meglio il ruolo e le regole delle ong e le risorse dell’Ue per l’obiettivo principale di garantire che nessuno muoia in mare».
L’Oim sottolinea anche che il lavoro di soccorso delle Ong è stato «essenziale per salvare vite umane». Nel solo 2016, su un totale di 181.436 migranti soccorsi e portati in sicurezza in Italia, 49.796 è avvenuto da Ong.
Intanto non si spegne la polemica politica. Anche ieri il vicepresidente della Camera del M5s, Luigi Di Maio, è tornato nuovamente ad attaccare le Ong, i «taxi del Mediterraneo», in un botta e risposta con lo scrittore Roberto Saviano. avvenire.it.26.4.2017.
L’Ottimista. Perché le procure indagano?

Evidentemente perché hanno ricevuto una querela. La verità processuale siamo sicuri metterà fine, al più presto, dopo tre gradi di giudizio, a tutte le possibili polemiche.

Trasporto. Alitalia. Contributi Ryanair

Trasporto. Alitalia. Contributi Ryanair 
Mentre Alitalia, alle prese con il nuovo piano industriale per l’ennesima crisi aziendale, chiude le rotte verso Reggio Calabria, Ryanair lancia la speciale tariffa “salva-viaggio” da 19,99 euro sulla tratta Lamezia – Milano Bergamo. Scalzata proprio da Ryanair dl primato sul numero di rotte in Italia, Alitalia muove passi decisi contro le low cost, in particolare contro gli incentivi offerti dalle Regioni: “Gli incentivi alle compagnie aeree vanno bene purché siano fatti in piena trasparenza e con regole uguali per tutti”, reclama l’ex compagnia di bandiera.
Ryanair riceverebbe dagli aeroporti 80 milioni di incentivi. Il meccanismo premiante per l’arrembante low cost è centrato sul “co-marketing”, spiega Nicola Lillo su la Stampa.
Un sistema questo, si rileva da più parti, che favorisce sempre la compagnia. Quando va male, i contratti sottoscritti riempiono di debiti le casse delle società regionali costituite alla bisogna. Per Nino Cortorillo, della Filt-Cgil, “alcuni aeroporti periferici sono legati a doppio filo a Ryanair che li vincola e in sua assenza è a rischio la stabilità economica. E’ un’arma di ricatto”. Per non parlare del fatto che Ryanair riceve finanziamenti pubblici amministrando un personale dipendente spesso sotto contratto presso una società interinale con sede a Dublino: cioè non paga le tasse in Italia e non applica il contratto nazionale. blitzquotidiano.it/13.3.2017.

L’Ottimista. Basta dare degli incentivi anche ad Alitalia e così si stabilisce la parità di condizioni sul mercato.

Mazzolari Primo.Visita di Papa Francesco a Bozzolo

Mazzolari Primo


Dopo l'8 settembre 1943, Don Mazzolari partecipò attivamente alla lotta di liberazione, incoraggiando i giovani a partecipare, e venne arrestato e rilasciato. Fu costretto a vivere in clandestinità fino al 25 aprile 1945, per timore dei fascisti.
Dopo la guerra, l'Anpi di Cremona gli riconobbe la qualifica di partigiano.
Nel 1949 fondò il quindicinale Adesso del quale fu direttore. I suoi scritti attirarono le sanzioni dell'autorità ecclesiastica che ordinò la chiusura del giornale nel 1951. A luglio dello stesso anno, venne imposto al prete il divieto di predicare fuori diocesi senza autorizzazione e il divieto di pubblicare articoli senza una preventiva revisione dell'autorità ecclesiastica.
Il quindicinale poté riprendere le pubblicazioni a novembre, ma don Primo dovette lasciare l'incarico di direttore; egli continuò tuttavia a scrivere alcuni articoli sotto pseudonimi. Proprio alcuni di questi scritti sul tema della pace attirarono nuove sanzioni; nel 1954, infatti, fu imposto a don Primo il divieto assoluto di predicare fuori dalla propria parrocchia e il divieto di pubblicare articoli riguardanti materie sociali.
Dagli inizi degli anni cinquanta don Primo sviluppa un pensiero sociale vicino alle classi deboli (Nessuno è fuori della carità) e ai valori del pacifismo che attireranno le critiche e le sanzioni delle autorità ecclesiastiche fino a portarlo all'isolamento nella sua parrocchia di Bozzolo.
Se l'istituzione lo reprimeva con durezza, non per questo il messaggio di Mazzolari si spense; ebbe anzi una notevole influenza, anche se per vie più nascoste. Veniva regolarmente invitato da Ernesto Balducci agli incontri annuali dei preti scrittori.
Gli echi della riflessione di Mazzolari sull'obiezione di coscienza si ritroveranno così nel mondo fiorentino di Ernesto Balducci, sino ai livelli politici di Giorgio La Pira e di Nicola Pistelli, e fino al punto più noto della "germinazione fiorentina", rappresentato nel 1965 dal don Lorenzo Milani di L'obbedienza non è più una virtù. Anche don Milani aveva collaborato con Mazzolari scrivendo articoli per Adesso.
Con la pubblicazione anonima di Tu non uccidere, nel 1955, Mazzolari attaccava a fondo la dottrina della guerra giusta e l'ideologia della vittoria, il tutto in nome di un'opzione preferenziale per la "non violenza", da sostenere con un forte «movimento di resistenza cristiana contro la guerra» e per la giustizia, vista come l'altra faccia della pace. Al fondo c'era la nuova consapevolezza del significato dirompente della bomba atomica, che aveva cambiato il campo razionale entro il quale il realismo aveva potuto muoversi per giustificare l'extrema ratio della guerra.
È solo verso la fine degli anni cinquanta, negli ultimi mesi di vita, che don Primo Mazzolari cominciò a ricevere le prime attestazioni di stima da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche. Nel novembre del 1957 l'arcivescovo di Milano Montini, futuro Papa Paolo VI, lo chiama a predicare presso la propria diocesi, nel febbraio del 1959 Papa Giovanni XXIII lo riceve in udienza privata e lo saluta pubblicamente "Tromba dello Spirito Santo in terra mantovana".Wikipedia.

Martedì 20  Giugno 2017
PAPA  FRANCESCO
sarà a  Bozzolo, in forma privata,
per rendere omaggio a
don PRIMO  MAZZOLARI
fondazionemazzolari.it



Cordero di Montezemolo Luca. Alitalia



Montezemolo torna alla Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente (ruolo che ricoprirà fino al 2014) e di Amministratore Delegato (incarico che ricoprirà fino al 2006). Ingaggia Jean Todt e, sotto la guida del francese, la Ferrari, dopo 21 anni, nel 2000 torna a vincere il Campionato di Formula 1 con Michael Schumacher.
Il successo si ripete negli anni successivi: dal 2001 al 2004 la Ferrari conquista il titolo Piloti e Costruttori in Formula 1.
Nel 2007 la Scuderia Ferrari conquista, per la quindicesima volta, il Titolo Mondiale Piloti e quello Costruttori di Formula 1, nel 2008 vince per la sedicesima volta il Titolo Costruttori.
Il 24 maggio 2013 in seguito all'incorporazione della Ferrari S.p.A nella Ferrari N.V. diventa anche il presidente della holding.
Il 13 ottobre 2014 ha lasciato la Presidenza della Ferrari N.V. e della Ferrari S.p.A. a conclusione del festeggiamento dei 60 anni della Ferrari in America.
La presidenza è stata assunta dall'amministratore delegato della FCASergio Marchionne.
Da novembre 2014 è presidente di Alitalia Sai e dal 10 febbraio 2015 è presidente del comitato promotore dei Giochi Olimpici di Roma 2024 senza ricevere alcun compenso. Wikipedia.
Con le dimissioni di Luca Cordero di Montezemolo dalla presidenza di Alitalia crolla l’ennesima foglia di fico di una privatizzazione fallita, il cui obiettivo era unicamente quello di mantenere un sistema consociativo e corporativo.
Sempre lontani dal mercato ma vicini ad interessi di fornitori, manager, politica nazionale e territoriale (ad esempio Fiumicino), l’ammucchiata di questa ventina di azionisti ha fatto pagare agli italiani i propri errori, prima e dopo la privatizzazione, beneficiando di aiuti di Stato a pioggia senza che poi nessuno verificasse i risultati raggiunti.
Nelle ultime due gestioni i diversi azionisti privati avevano scambiato con favori politici il loro ingresso nell’azionariato. I capitani coraggiosi, prima quelli messi assieme da Berlusconi e poi quelli uniti da Renzi, non hanno risolto una crisi che dura da quasi venti anni: il contributo di banche come Intesa ed Unicredit, di Poste Italiane e anche di grandi compagnie come Air France, Klm e per ultima Etihad non ha portato a nessun progresso.

I miliardi lasciati sul campo, invece, non si contano: ammorizzatori sociali, acquisti di beni e servizi (kerosene), super stipendi ai manager, rotte fallimentari, costi unitari per passeggero elevati, costi della manutenzione fuori controllo, nuove divise, consulenze e infine costi delle linee di credito dei prestiti delle banche azioniste nel doppio ruolo di creditori e prestatori di denaro a se stessi. ilfattoquotidiano. it/2017/03/15.

Belfort Jordan. The Wolf of Wall Street

Belfort Jordan. The Wolf of Wall Street


L’autobiografia di Jordan Belfort, The Wolf of Wall Street, ha ispirato il film di Martin Scorsese. Leonardo DiCaprio interpreta quel medio borghese del Queens, diventato un giovane protagonista del mondo della finanza negli anni ’90. Così abile a truffare da renderlo miliardario a soli 26 anni. Quei piccoli investitori ignari, ancora oggi, ne pagano le conseguenze. 
“Non c’è nobiltà nella povertà” diceva Belfort continuamente ai suoi collaboratori fin dal 1989, quando fondò la Stratton Oakmont, la sua agenzia di brokeraggio a Long Island, New York, diventata un call center per avviare alcuni investimenti illeciti. Così illeciti da costruirci sopra una vera e propria frode.
Approfittando dell’ingenuità e dell’ignoranza, riuscì a far investire molte persone in Borsa, e così alimentando il fatturato della sua società fino a 25 milioni di dollari a semestre. Montagne di denaro poi dilapidate in droga, sesso e viaggi extralusso.
E oggi come mostra il film nel finale tiene seminari motivazionali, in cui condivide la propria esperienza, insegnando la strategia ‘Staight Line’: una tabella di marcia per concludere un buon affare finanziario; dal primo incontro alla chiusura del contratto. Per la polizia Belfort potrebbe vivere in California con la sua famiglia, mentre altri ipotizzano che sia in Australia per sfuggire alla giustizia e al pagamento di ingenti risarcimenti al governo Usa e alle 1.513 vittime dei suoi raggiri.
La dark comedy di Scorsese è diventata il bersaglio di una polemica, perché accusata di celebrare le gesta di Belfort quasi fosse un eroe.
Scorsese ha risposto alle varie accuse con un comunicato ufficiale, scrivendo: “C’è un tizio di cui vi fidate che vi ruba tutto quello che avete: se non si parla di queste cose, queste cose continueranno ad accadere”.
 “Il film è l’ennesimo tentativo maldestro di rendere simpatico e divertente un mondo di banditi. Ed è ancora più grave farlo in questo momento in cui il Paese si sta riprendendo a fatica da altri inganni di Wall Street. Ma che modello culturale rappresentate? State dalla sua parte, consacrate l’ossessione paranoica per i soldi”.
Il debito di Belfort ammonterebbe a circa 120 milioni di dollari, anche se lui ha dichiarato pubblicamente dalla sua pagina Facebook, che il governo degli Stati Uniti si sta prendendo il 100% dei suoi profitti attuali, derivanti dalla vendita del libro e dai diritti del film. Il risentimento e la sete di giustizia delle numerose vittime appare comprensibile, ma la leggenda che “il cinema rende bello il male” può considerarsi tale. Come ritiene lo stesso procuratore Joel Cohen che inchiodò il Lupo di Wall Street: “L’arte ha il diritto di esprimersi e prendersi licenze, ma appunto deve essere chiaro che è tutta finzione.” ilfattoquotidiano.it/2014/02/07.
I meccanismi adottati dalla Stratton Oakmont per fare soldi erano di diverso tipo, ma con alla base un’idea comune. In pratica Belfort e altri suoi soci compravano azioni di una società, rivendendole poi in massa a una serie di investitori poco informati o male informati da loro. In questo modo il valore delle azioni aumentava repentinamente garantendo un buon ricavo per la Stratton Oakmont grazie alle commissioni sulle vendite azionarie. Dopo poco tempo le azioni si sgonfiavano, con una inevitabile perdita per gli investitori convinti da Belfort e i suoi a comprare.
Grazie a questo sistema Stratton Oakmont si espanse rapidamente, assumendo centinaia di nuovi impiegati. Nel momento di massimo successo aveva circa mille dipendenti, quasi tutti impegnati sul fronte delle vendite. Il film racconta efficacemente la crescita della società da un capannone a una sede più consona, con un grande open space.
In diverse scene del film Belfort sale su un piccolo palco montato nella sede della società e, microfono alla mano, tiene discorsi decisamente sopra le righe per celebrare e motivare i suoi dipendenti. Anche nella realtà il broker teneva spesso discorsi motivazionali, ma erano molto più autocelebrativi rispetto al film.
Finiti gli interventi di Belfort, si tenevano spesso feste sfrenate per i risultati economici ottenuti dalla Stratton Oakmont. Scorsese rende bene quei momenti, con musica, alcolici, droghe e trovate che sono state al centro delle accuse di scarsa moralità del film nelle ultime settimane.
Una delle scene di festa più discusse è quella in cui una impiegata accetta di farsi tagliare a zero i capelli davanti agli altri colleghi, ricevendo in cambio diecimila dollari per rifarsi il seno. L’episodio è raccontato nel libro di Belfort ed è stato confermato da Porush, dicendo che fu probabilmente la cosa peggiore che fecero durante le feste.
All’inizio del film Belfort e un collega lanciano verso un bersaglio un nano, con casco e occhiali da pilota, per giocare a tiro a segno. In realtà, stando a come l’hanno sempre raccontata Belfort e il suo socio Porush, questa particolare disciplina sportiva non fu mai sperimentata.
La società assunse comunque alcuni nani per almeno una festa e in effetti in una riunione fu discussa la possibilità di usarli come proiettili umani, ma non si passò mai ai fatti. ilpost.it/2014/02/14.



martedì 25 aprile 2017

Hogan James. presidente e amministratore di Etihad Hogan

Hogan James.  presidente e amministratore di Etihad Hogan

James Hogan è Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Etihad Aviation da maggio 2016. Ha ricoperto il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Etihad Airways per dieci anni, apportando nella compagnia di Abu Dhabi la sua esperienza trentennale nel trasporto aereo. È oggi Vice Presidente nei consigli di amministrazione di equity partner quali Alitalia, airberlin, Jet Airways e Air Serbia.

Hogan è stato nominato “Aviation CEO of the Year” dalla rivista CEO Middle East, e “CAPA Airline Executive of the Year 2012”. Ha ricevuto l’“Executive Leadership Award” all’Airline Strategy Awards nel 2013 ed è stato introdotto nella Travel and Hospitality Industry Hall of Fame britannica nel 2014.
Nel 2015 è stato inserito tra i 25 Dirigenti più influenti nel settore del turismo d’affari da Business Travel News. Inoltre, nel mese di dicembre 2015 Etihad Airways è stata nominata Airline of the Year 2016 dalla rivista Air Transport World.http://corporate.alitalia.it.
Il Cda  "data l'impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione" ha "deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un'assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse". Dopo che i lavoratori, chiamati ad esprimersi con il referendum, hanno bocciato il preaccordo per il salvataggio (6.816 i 'no' contro 3.206 'sì', vale a dire con il 67%), aprendo così la strada al commissariamento della compagnia, il consiglio di amministrazione ci tiene comunque a precisare che "il programma e l'operatività dei voli Alitalia non subiranno al momento modifiche".
Secondo quanto si apprende da fonti vicine all'azienda, l'assemblea dei soci potrebbe tenersi in seconda convocazione il 2 maggio. Intanto è slittato l'incontro fissato per mercoled' 26 al Ministero dello Sviluppo Economico per fare il punto dopo l'esito del referendum. Secondo quanto si apprende da fonti del ministero, è stato rinviato a dopo le riunioni degli organi deliberanti di Alitalia. 
 In una nota James Hogan, presidente e amministratore di Etihad Hogan, ha giudicato "profondamente deludente" l'esito del referendum. "L'accordo preliminare con i sindacati - dice - era stato reso possibile e supportato dai leader degli stessi sindacati, dal management di Alitalia, dal Primo Ministro Italiano e da tre Ministri del Governo, che avrebbero aiutato a mettere il futuro di Alitalia al sicuro. Il rifiuto di questo accordo nel referendum è profondamente deludente". 
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un'intervista a Sky Tg24, conferma che è esclusa una nazionalizzazione. "Quello che potevamo fare, abbiamo cercato di farlo ottenendo il miglior risultato possibile in questa fase. Alitalia è un'azienda privata: ora dobbiamo aspettare la decisione degli azionisti, poi siamo pronti ad applicare la legge" per tutelare i lavoratori con gli ammortizzatori.
"La cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di 6 mesi o con una vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione", afferma il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda al Tg3. "Se ci saranno aziende interessate a rilevarla - ha aggiunto - questo è tutto da vedere, è prematuro". Ansa.it.24.4.2017.

L’Ottimista. Un sincero grazi per avere gestito al meglio i soldi dei contribuenti!

lunedì 24 aprile 2017

Spread. Macron. Effetto

Spread. Macron. Effetto

Borse europee in netto rialzo dopo l’esito del primo turno delle elezioni francesi, che si sono concluse con la vittoria (con il 23,9% dei voti) del centrista Emmanuel Macron.

E’ dunque passata in secondo piano anche la decisione di Fitch, annunciata venerdì scorso, di tagliare da BBB+ a BBB il giudizio sui titoli di debito della Repubblica Italiana. Per l’agenzia di rating, comunque, le prospettive per i prossimi trimestri rimangono stabili. Inoltre in Italia è scivolato lo spread: il differenziale tra titoli di stato italiani e tedeschi si è portato a 186 punti. ilsole24ore.com/2017-04-24.

Papa Francesco. Bozzolo. Don Mazzolari. 58° anniversario

Papa Francesco. Bozzolo. Don Mazzolari. 58° anniversario

“Mazzolari è una delle figure di prete che hanno profondamente inciso nella mia formazione seminaristica”: lo ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, nel corso dell’omelia tenuta ieri nella chiesa di San Pietro in Bozzolo (provincia di Mantova, diocesi di Cremona) durante la messa per il 58° anniversario della morte dell’arciprete lombardo, giornalista, scrittore, polemista, scomparso il 12 aprile 1959. Bassetti ha aggiunto: “Quanto sono grato a don Mazzolari, a padre Turoldo, la Pira, don Milani e don Barsotti che, fin dalla giovinezza, mi hanno ispirato un umanesimo bello, profondo e cristiano, che ha nutrito la mia vocazione al sacerdozio. Essi mi hanno insegnato che la fede cristiana ti vuole incontrare nella tua umanità, perché tu sia anzitutto un uomo vero. È questa fede che ti porta a impegnarti per la dignità della persona umana, per l’inviolabilità dei suoi diritti”. Il cardinale ha parlato di Mazzolari come un “profeta, testimone e pastore di anime. Amico della povera gente. Per lui il povero è quasi un fratello carnale di Gesù. Per lui il povero secondo il Vangelo è l’uomo: ecce homo”. “I poveri non gli hanno mai fatto paura perché li conosceva, non secondo le categorie sociologiche, ma attraverso il mistero di Dio, che li ha chiamati beati, riservando loro il suo Regno; perciò Mazzolari ha lasciato che fossero loro a parlare, a manifestarsi, perché nessuno potesse avere una scusa per non impegnarsi. Diceva: ‘il cristiano non dovrebbe contarli i poveri, ma abbracciarli’”.
Proseguendo l’omelia – e poco prima che il vescovo di Cremona annunciasse la visita di Papa Francesco il 20 giugno per pregare sulla tomba del Servo di Dio –, Bassetti ha dichiarato: “Caro Papa Francesco, tu hai descritto la Chiesa ‘ospedale da campo’. Molto prima del Concilio, don Primo Mazzolari aveva già pensato ‘all’ambulanza’ per questo ospedale”. E infine: “Don Primo ha lasciato a voi di Bozzolo, alla Chiesa di Dio che è in Cremona e all’intera Chiesa, un’eredità grande, da consegnare come testimone ‘sine glossa’, alle generazioni che verranno”. Agensir.it.24 aprile 2017.
Nel pomeriggio di domenica 23 aprile a Bozzolo, la celebrazione del 58° anniversario della morte di don Primo Mazzolari è stata segnata da due grandi regali di Papa Francesco. diocesidicremona.it

Cantone Raffaele. ANAC. Vigilanza

Cantone Raffaele. ANAC. Vigilanza

Ci sarebbe la “manina” di Maria Elena Boschi sul caso Anac. Con il ripristino dei pieni poteri di vigilanza al capo dell’ Anac, Raffaele Cantone, il governo mette la sordina al caso, il che non toglie che l’intera faccenda rischia di logorare i delicati rapporti tra il premier e la “sua” sottosegretaria Maria Elena Boschi, scrive Repubblica. «Perché è su di lei che ricadono i poteri di coordinamento dei testi e la responsabilità sugli uffici legislativi. È lei che come sempre ha gestito il pre-Consiglio del 13 aprile in cui si è consumato il caso. Risponde a lei adesso l’Ufficio legislativo guidato da Roberto Cerreto.
Sul depotenziamenteo dell’Anac – ossia la scomparsa della norma che consentiva a Cantone di intervenire preventivamente, cioè senza attendere l’intervento della magistratura ordinaria in caso di palese irregolarità – il governo ha tentato di salvarsi in calcio d’angolo, coivolgerendo altri soggetti, il Consiglio di Stato, arrampicandosi sugli specchi.
Il gelo con la Boschi resta, anche se Gentiloni tenta di “derubricare” il caso ad incidente tecnico. A ciò si aggiunge la risposta piccata  del Consiglio di Stato, il cui presidente Alessandro Pajno smentisce in un’intervista sempre su Repubblica di avere dato «l’altolà a Cantone», né di avere suggerito di elminiare quel potere a Cantone. La malagestione della faccenda è tutta della Boschi. secoloditalia.it/2017/04/22.

L’Ottimista. Speriamo tutti che Il Premier la punisca il più severamente possibile dicendole inesorabilmente:” Sciocchina (ma con punto esclamativo)!

Mélenchon Jean-Luc. Ologramma

Mélenchon Jean-Luc. Ologramma

Potevamo stupirvi con effetti speciali...". Ha sfidato le leggi impossibili dell'ubiquità Jean-Luc Mélenchon, il candidato della gauche radicale all'Eliseo, che oggi - nel suo primo grande comizio elettorale - si è letteralmente 'sdoppiato' grazie ad un ologramma che ha riprodotto la sua inconfondibile silhouette su un palco di Aubervilliers - nella banlieue parigina - mentre lui era in carne e ossa a Lione. Tra i due 'Mélenchon' c'erano appena due secondi di differita. Una spettacolare trovata tecnologica che ha stregato i media eclissando però i contenuti del comizio.
"Dove sono? Sono a Lione...e ora a Parigi!", ha ironizzato lui, storico leader del Front de Gauche ora candidato della France Insoumise, rivolgendosi ai militanti che lo acclamavano contemporaneamente a Parigi e Lione. Un incontro che il candidato della 'terza gauche' ambiva a trasformare in "un inno per la Francia, figlia maggiore del welfare e della scuola laica".

ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/02/05.

venerdì 21 aprile 2017

Fico Roberto. Report

Fico Roberto. Report

Fico è primo alle Parlamentarie del M5S nella Circoscrizione Campania 1 con 228 preferenze sul web. Viene così candidato in prima posizione nella lista bloccata del M5S della circoscrizione, ed è eletto nella XVII legislatura della Repubblica Italiana alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2013.
Il 6 giugno 2013 è stato eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Ha rinunciato totalmente alla indennità aggiuntiva a cui avrebbe avuto diritto come Presidente. Wikipedia.
Se sospendono Report gli italiani sospendano il pagamento del canone". Lo scrive il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico sul blog di Beppe Grillo, dopo le polemiche seguite a un servizio sui vaccini andato in onda lunedì sera.

Ma Report non sarà chiuso, rassicura la presidente Rai, Monica Maggioni. Nello specifico caso del servizio di Report, si chiede Maggioni, "è stato dato il giusto peso a tutte le voci? La comunità scientifica è stata sentita fino in fondo?
Grillo afferma che l'Italia ha bisogno di un giornalismo indipendente, che indaga tutte le situazioni opache che hanno portato al salvataggio dell'Unità, così come agli affari di Roberto Benigni. Proprio Benigni qualche anno fa firmava un appello in favore di Report, adesso querela la stessa trasmissione perché ha fatto un'inchiesta su di lui. Questa è l'ipocrisia della sinistra salottiera che pensa solo ai propri interessi".
repubblica.it/politica/2017/04/19.

Di Battista Alessandro. Vaticano

Di Battista Alessandro. Vaticano

Nel dicembre 2012 si è candidato alle "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle, risultando con 313 voti al 4º posto per la circoscrizione Lazio 1 della Camera dei Deputati. Alle elezioni politiche italiane del 2013 è stato poi eletto deputato nella medesima circoscrizione. Dal 7 maggio 2013 al 20 luglio 2015 è stato vicepresidente della commissione Affari esteri e comunitari. Wikipedia.
Con il Vaticano "siamo dei buoni vicini, ognuno con la propria autonomia. Ma vedere che le nostre linee politiche, portate avanti dal primo giorno che siamo entrati in Parlamento, sono condivise, senz'altro ci fa piacere". Lo dice il deputato M5s Alessandro Di Battista interpellato dall'Ansa. "Il M5s ha preso posizione dal primo giorno su una serie di temi, come quello delle chiusure domenicali fino alla lotta alla povertà, alla pace e alla mondialità e fa piacere che ci sia tutto un mondo che le condivide" afferma il deputato che rispetto a temi più controversi ricorda: "Io sono cristiano e cattolico e sono convinto che, ad esempio, la legge sul testamento biologico sia il minimo sindacale". ansa.it/ /2017/04/19/

Di Maio. L'Unità





Di Maio Luigi. L’Unità

In seguito alle «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle, viene candidato on line con 189 preferenze ed eletto alla Camera dei deputati per la circoscrizione Campania 1 al secondo posto nella lista del Movimento 5 Stelle per le elezioni politiche del 2013.
Il 21 marzo 2013 è eletto vicepresidente della Camera dei deputati con 173 voti.
Dal 7 maggio fa parte anche della XIV commissione, che si occupa delle politiche dell'Unione europea. In breve tempo diventa uno dei volti più noti del partito, tanto da essere nominato membro del cosiddetto "direttorio" del movimento, costituito da cinque parlamentari scelti da Beppe Grillo, con l'obiettivo di costruire il principale organo direttivo del partito, con funzione di raccordo tra il leader e gli eletti in parlamento. Wikipedia.
Di Maio il più tranquillo dei grillini  azzanna alla giugulare Matteo Renzi con una querela di una decina di pagine sui presunti appalti facili finiti all'imprenditore Massimo Pessina dopo l'acquisto e il salvataggio del quotidiano L'Unità.
I reati individuati da Luigi Di Maio nell'esposto sono istigazione alla corruzione, corruzione internazionale, induzione indebita, turbativa della libertà degli incanti e traffico di influenze illecite. Roba da una decina di anni di carcere.
Se ne occuperà la Procura di Napoli che su Renzi (Tiziano) aveva già iniziato a indagare nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolto anche l'immobiliarista Alfredo Romeo, poi trasferitasi con tanto di mistero per le intercettazioni manomesse dai carabinieri per competenza territoriale nella Capitale. Analoga segnalazione è stata inviata anche all'Anac di Raffaele Cantone per la verifica della correttezza delle modalità di affidamento delle commesse pubbliche al Gruppo Pessina.
La querela, per ora, l'ha fatta il vicepresidente della Camera affidandola al suo legale di fiducia, il penalista napoletano Maurizio Lojacono. La procedura prevede che l'esposto venga affidato a un pubblico ministero che avvierà le attività istruttorie preliminari e aprirà un fascicolo.
Secondo Di Maio c'è la necessità di un rigoroso accertamento. Lo spunto iniziale sono le critiche condizioni finanziarie in cui versa il gruppo Pessina prima di rilevare il giornale fondato da Antonio Gramsci. Il fatturato della holding, dal 2014, anno del passaggio della testata, esplode e nel giro di qualche anno, l'imprenditore Massimo Pessina mette in cassa appalti per 236 milioni di euro. Il Gruppo fa affari in Kazakistan attraverso l'Eni anche se il colosso energetico ha smentito partnership locali e prova a estendersi anche in Iran dove ottiene protocolli per lo sviluppo di 5 ospedali due in fase di avanzamento in project financing.
Perché Russo, che è molto vicino a Renzi senior, fa da advisor per l'acquisto di un quotidiano che, allo stato attuale, vende poco più di 7mila copie al giorno? .ilgiornale.it.21.4.2017


Minzolini Augusto. Decade da senatore

Minzolini Augusto. Decade da senatore

Minzolini aveva presentato le dimissioni da senatore, dopo che il 16 marzo l’Aula di Palazzo Madama lo aveva salvato dalla decadenza. Oggi ha ringraziato l’assemblea e soprattutto il Partito Democratico per il “coraggio” dimostrato nel prendere quella decisione e, parafrasando Giovanni Paolo II, ha invitato i colleghi a “non avere paura“. Ovvero a esprimersi contro le sue dimissioni nel voto previsto per oggi in Aula. Poi, dopo che l’Assemblea si è espressa invece a favore, si è lamentato”.
Da oggi Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia condannato in via definitiva per peculato e come tale meritevole di decadenza dalla carica in base alla legge Severino, non è più senatore.
“Io non mi immaginavo l’esito sulla decadenza, qui invece è ritornato il calcolo politico, la paura e questo non fa bene alle istituzioni”, ha sibilato.
Subito dopo l’ok alle dimissioni di Minzolini, a sorpresa l’aula ha respinto le dimissioni del senatore ex M5S Giuseppe Vacciano: 129 i voti contrari all’addio richiesto dal parlamentare, 90 favorevoli e 7 astenuti. Quella sull’ex pentastellato è stata la quinta votazione sulle dimissioni presentate oltre due anni fa. ilfattoquotidiano.it/2017/04/20.

L’Ottimista. Per fortuna così potrà tornare a fare il direttore di rete portando l’esperienza politica a servizio degli utenti dell’imparziale servizio radiotelevisivo

inglese englisch

www.youtube.com/watch?v=EjK-_JDQPLQ
https://www.youtube.com/watch?v=JKF_rGBlLM8&t=1529s
https://www.youtube.com/watch?v=RiGvfKmpsCI

Corruzione e prescrizione

La seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha dichiarato la prescrizione del reato di corruzione nei confronti di Silvio Berlusconi e dell’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola al termine del processo per la presunta compravendita dei senatori che portò alla caduta del secondo governo Prodi,  2008. In primo grado entrambi erano stati condannati a tre anni
Il procuratore generale, nella sua requisitoria, aveva chiesto che fossero confermate le responsabilità di entrambi gli imputati e, contestualmente, la prescrizione dei reati.
Al centro del processo il versamento dell’ex presidente del Consiglio di 3 milioni di euro al senatore Sergio De Gregorio – sottoforma di finanziamenti al suo movimento Italiani nel mondo – perché cambiasse schieramento e contribuisse a determinare la crisi del governo di centrosinistra (che peraltro si verificò anche per altri motivi, cioè l’uscita dell’Udeur dalla maggioranza). De Gregorio, reo confesso, aveva patteggiato 20 mesi in fase di udienza preliminare. La difesa aveva chiesto l’assoluzione, mettendo l’accento sull’insindacabilità del voto dei parlamentari e contestando la veridicità delle affermazioni di De Gregorio. ilfattoquotidiano.it/2017/04/20.

Egr. Direttore
Oggi due imputati eccellenti sono stati condannati per corruzione a 3 anni di reclusione. Siamo contenti il processo è stato fatto peccato che la prescrizione abbia cancellato ogni tipo di sanzione. però siamo anche molto contenti  perché il processo è stato fatto. 
Cesare Fedeli

Risposta
L'importante è fare i processi. Se poi non si condannano i colpevoli è meglio così si risparmia sul trattamento in carcere.
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Cantone Raffaele. ANAC. Codice appalti senza Anticorruzione

Cantone Raffaele. ANAC. Codice appalti senza Anticorruzione

Il colpo, violento, all'Anac di Raffaele Cantone è nella soppressione di un "comma", avvenuta allo scorso consiglio dei ministri, quando sul tavolo è arrivato il nuovo codice degli appalti. Qualche "manina" o "manona", con un tratto di penna, ha ridimensionato i poteri di intervento dell'Anticorruzione, che consentivano di intervenire in casi di macroscopica irregolarità senza aspettare un giudice.
Un anno fa, dopo gli scandali di Expo e Mafia Capitale, viene approvato il nuovo codice degli appalti, una legge delega, che dà un importante ruolo all'Anac di Raffaele Cantone. Di intervento e prevenzione. Il passaggio del nuovo codice che attribuisce più poteri è il comma 2 dell'articolo 211. Eccolo:
"Qualora l'Anac, nell'esercizio delle nuove funzioni, ritenga sussistente un vizio di legittimità in uno degli atti della procedura di gare invita mediante atto di raccomandazione la stazione appaltante ad agire in autotutela e rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a 60 giorni. Il mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell'Autorità entro il termine fissato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria entro il limite minimo di euro 250 e il limite massimo di 25.000 posta a carico del dirigente responsabile [...]"
Nel corso della discussione parlamentare il Consiglio di Stato suggerisce pareri "non vincolanti" e suggerisce un paio di riformulazioni, che mantengono il principio e il ruolo centrale dell'Anac. E’ il Parlamento che sceglie di mantenere la sua formulazione di fronte a pareri che non lo obbligano a cambiarla da parte del Consiglio di Stato. È a questo punto che scatta la "manina" o la "manona", nella distrazione evidentemente del consiglio dei ministri del governo Gentiloni. Ecco la modifica, asciutta, che con un tratto di penna toglie il potere principale all'Anticorruzione:
All'articolo 211 del decreto legislativo del 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti modificazioni:
al comma 1, primo periodo, dopo le parole "esprime parere" sono inserite le seguenti: "previo contraddittorio"
il comma 2 è abrogato
Abrogato.
Il qualcuno, interpellate diverse fonti del governo, non è identificabile al momento. È certo che, come si dice in questi casi, delle due l'una: o i ministri non leggono i provvedimenti che approvano oppure sono complici. E giù si sente il rumore del rullo dei tamburi pentastellati. Andrea Cioffi, capogruppo M5s in commissione lavori pubblici, ci va giù duro: " Il ministro Delrio è totalmente responsabile dell'accaduto. Domando: si depotenzia l'Anac per tutelare chi? La burocrazia che deve gestire gli appalti? Le imprese che vi partecipano? L'effetto è chiaro: va tutto nelle mani della magistratura ordinaria che con la sua lentezza alimenta quell'inefficienza del sistema, nella quale si perpetua il contesto che favorisce pratiche di corruzione". A proposito, il provvedimento è stato già firmato dal capo dello Stato. È legge.huffingtonpost.it/2017/04/20


L’Ottimista. Farci credere che in Consiglio dei Ministri non sa chi ha redatto la modifica è delirante. Perché lì si sa tutto. Se non sis a vuol dire che il Consiglio ha qualche referente a cui non può dire di no. Lo  strano è che al Quirinale non si sono accorti di nulla di solito sono avvezzi a fare il contropelo ai provvedimenti con un esercito di super esperti con un docente di diritto costituzionale in testa a tutti.

Appalti pubblici. Anticorruzione eliminazione

Egr. Direttore

Un emendamento elimina l'intervento della attività dell’Anticorruzione negli appalti pubblici. Però il nostro sistema legislativo non consente di conoscere il nome del proponente dell'emendamento. 
Possiamo,però, confidare che un giornalista parlamentare ci dia notizia di chi ha redatto l’emendamento o ci spieghi perché il sistema non consente questa ricerca?
Cesare Fedeli 


Risposta
Per fortuna così tuteliamo la privacy dei nostri legislatori benissimo!



giovedì 20 aprile 2017

Padoan Def 2017

Padoan Def 2017

Padoan mercoledì, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Def, è tornato sui suoi passi ribadendo per due volte che “l’intendimento del governo prevede di escludere l’aumento delle imposte indirette previsto dalle clausole di salvaguardia” sostituendolo con “una manovra alternativa che verrà definita nei prossimi mesi”.
Una manovra da oltre 15 miliardi, se è vero che le clausole di salvaguardia per il 2018 valgono l’1,1% del pil ma dopo la manovrina “restano per un valore pari allo 0,9% del pil”.
Solo di ipotesi si trattava, è quindi la versione ufficiale. Questo nonostante anche il rappresentante della Banca d’Italia, in audizione, abbia invitato il governo a non escludere “una riconsiderazione dell’ampio ventaglio delle aliquote dell’Iva”. E nonostante l’Ufficio parlamentare di bilancio abbia avvertito che disinnescare le clausole “appare di difficile realizzazione”.
Il titolare del Tesoro ha detto che è “confermata la volontà del governo di proseguire nel percorso di progressiva riduzione della pressione fiscale”, ma il rebus è sempre lo stesso: “Resta la necessità di finanziare tale riduzione in modo permanente, così che i tagli siano credibili“.Padoan si era detto favorevole a un aumento Iva per poi usare il gettito aggiuntivo per far scendere le imposte sui redditi dei lavoratori dipendenti, tra le più alte dei Paesi avanzati. L’ex capo economista Ocse ha poi spiegato che “il livello di crescita raggiunto non ci entusiasma, non ci possiamo dire soddisfatti”, e il tasso di disoccupazione “è inaccettabilmente elevato, specialmente tra i giovani”.
Contro l’eventuale innalzamento delle aliquote Iva si è espressa martedì la leader Cgil Susanna Camusso, dicendo che avrebbe un “ulteriore effetto di compressione del potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati” e ciò sarebbe una “ulteriore conferma che non si fa una politica di estensione del carico fiscale”. Al contrario Confindustria ha promosso l’ipotesi di aumento sostenendo che il taglio del cuneo fiscale da attuare in contemporanea darebbe “un forte stimolo” alla crescita, favorendo le esportazioni e le imprese più dinamiche che lavorano sui mercati esteri, contenendo allo stesso tempo l’inflazione, nonostante il rialzo dell’aliquota sui consumi.
Anche il Fondo monetario internazionale del resto ha lanciato un assist a Padoan spiegando che in Italia c’è spazio “per un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale” se si procede con la ”razionalizzazione delle spese fiscali”, ampliando la base imponibile e creando una “tassa moderna sulle proprietà immobiliari”.
E l’Ufficio parlamentare di bilancio ha sottolineato che “appare di difficile realizzazione l’impegno a una disattivazione totale delle clausole di salvaguardia” visto che “tutto il quadro sconta un’incertezza di base sulla dimensione stessa dell’aggiustamento che sarà necessario, con un sostanziale rinvio alla possibilità che a livello europeo intervengano ‘cambiamenti nel braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita in senso più orientato alla crescita e allo sviluppo’, tali da ridurre le correzioni fiscali richieste all’Italia per i prossimi anni”.
Renzi nella sua enews ha però chiuso alla possibilità di far scattare le clausole di salvaguardia inserite peraltro in legge di Bilancio dal suo stesso governo. “L’ultima volta che in Italia è aumentata l’Iva risale al primo ottobre 2013, un altro governo – ha ricordato – Noi le tasse non le aumentiamo. E il governo Gentiloni ha scelto la stessa strategia. La rivendicazione arriva a meno di due settimane dalle primarie per la guida del partito democratico.
L’Istat, nel suo dossier sul Def, ha sottolineato dal canto suo che nel 2016 gli investimenti hanno registrato un calo per il settimo anno consecutivo: -4,5%.

Per quanto riguarda le previsioni di crescita del governo, “le oscillazioni del commercio estero e della produzione industriale, osservati nei mesi di gennaio e febbraio, potrebbero rappresentare dei fattori di rischio per la crescita del primo trimestre 2017”. ilfattoquotidiano.it/2017/04/19.
L'Ottimista. Sicuramente dopo queste dichiarazioni lo spread è sceso e gli investitori sono ritornati in Italia