giovedì 26 novembre 2015

ripartizione delle spese tra condomini

L'articolo 1123 del codice civile in materia di ripartizione delle spese tra condomini stabilisce la regola generale secondo la quale "le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza, sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno salvo diversa convenzione".
Il comma secondo del suddetto articolo prevede un’importante deroga al principio della ripartizione delle spese in relazione al valore della proprietà. Esso infatti sancisce che: "se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne."
Dall'enunciato comma si desume che, nel caso in cui il tetto copra l'intero edificio, le spese di manutenzione devono essere sostenute da tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà. Se però le spese riguardano un tetto che, per la conformazione dello stabile, copre solo una parte dell'edificio o parti di edificio in misura differente, le stesse devono essere ripartite solo tra i condomini proprietari delle unità immobiliari coperte dal tetto.
L'espressione "in misura diversa" contenuta al secondo comma dell'articolo 1123, si riferisce alla possibilità che uso e godimento del bene, siano diversi per i singoli condomini, a prescindere dall'entità delle quote, a causa di circostanze evidenti in base alla struttura del bene ed alla destinazione di esso, quale risulta dallo stato dei luoghi
La succitata disposizione è da considerarsi norma speciale rispetto al principio generale sancito dall'articolo 1110 del codici civile, in base al quale le spese debbono gravare su tutti i partecipanti in proporzione al valore delle quote di ciascuno di essi. L'articolo 1123 prende in considerazione una realtà complessa, come quella del condominio, che per struttura e problematiche diverge notevolmente rispetto a quella più semplice della comunione. Tale norma speciale è ispirata ad una esigenza di disciplina che meglio si adatta alle specifiche caratteristiche del condominio negli edifici, ove le parti comuni hanno una precisa funzione strumentale rispetto alle parti in proprietà esclusiva dei singoli condomini, delle quali esse sono a servizio.
La ratio del secondo comma dell'articolo 1123 del codice civile, deve essere ravvisata nell'opportunità di stabilire un criterio di ripartizione fondato sull'utilità che il bene apporta a favore dei singoli condomini, sul presupposto che tale utilità può senza dubbio divergere da condomino a condomino.
La regola generale di ripartizione delle spese ai sensi degli articoli 1117 e 1123 1° comma del codice civile, è applicabile "solo se la cosa comune in relazione alla sua consistenza e alla sua funzione sia destinata a servire ugualmente ed indiscriminatamente le diverse proprietà" (Cass. Civ. sez II, 23.12.1992 n. 13655).
Così la Corte di Cassazione in sentenza n. 7077 del 22.06.1995: "In tema di condominio di edifici il principio di proporzionalità tra le spese ed uso di cui al secondo comma dell'articolo 1123 del codice civile, secondo cui le spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni dell'edificio sono ripartite, qualora si tratti di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, in proporzione dell'uso che ciascuno può farne, esclude che le spese relative alla cosa che in nessun modo, per ragioni strutturali o attinenti alla sua destinazione, può servire ad uno o più condomini possano essere poste anche a carico di quest'ultimi". Lo stesso principio è ribadito dalla giurisprudenza di legittimità nelle sentenze n. 6359/1996 e n. 5458/1986 della Corte di Cassazione.

Il criterio applicabile è pertanto, quello della proporzionalità tra spese ed uso o ancor più esattamente tra spese ed utilità arrecata.

mercoledì 25 novembre 2015

The black apron of Venice

The black apron of Venice

The first day of school.

Who is this little boy with round face, slightly protruding cheekbones and the line on the Right That split the thick brown hair: he is me.
This is the first day of school , I can not take it easy that day , although , truth be told , my mother is never to be ready . Way delivered on the steps of the Rialto Bridge .
" Hurry Nicheto because otherwise we arrive late." Keep repeating my mother .
This sudden change of habits left me particularly perplexed .
I do not understand the rush : I can not wake usual with comfortable , I can not stay there playing with his grandfather Nicola to get you to buy me new soldiers , I can not take to the street to find old friends , but on the contrary I have to run out and down the bridges and the streets of Venice to get there on time . Life stinks . I have just five years and I have not attended  kindergarten.
 I am a little worried because I must stay at school for lunch . Nuns prepare the first , I hope very much that the cook of the institute is excellent. 
They are fond of pasta , as demonstrated by my chubby cheeks .
I am used to a Venetian meal : spaghetti with clams or with black , seafood risotto and lasagna sometimes maybe the mess of fish . How am I going to give up everything for a whole week ? Fortunately, that evening and on holidays I eat at home .
My mother carries a wicker basket with the second . It is too big and too heavy for me . Wearing a black apron with white collar as all children who attend the school.
The road is long , if there are too bulky to carry the weights can‘t do it right .
I go down the stairs of the house quickly and I look astonished at my new uniform in Calle dei Cinque .
My acquaintances of the Ruga Rialto recognize me?
Nicola the baker is the first to greet me "You work today?" He asks, laughing.
The smell of bread baked from a few hours it awakens the appetite.
I quickly turned away from the greeting of the seller of soldiers who invites me to go in the afternoon to see the latest arrivals.
The din of voices of shopkeepers Ruga distracts me. They are the echoes of trading that traders stalls, laid out in front of the shops that line the Ruga, make with customers.
They sell everything: linens, shoes, lace of Burano and Murano glass, but also fruits and vegetables.
The noise, the colors and scents of  Naranzeria are the best testimony of a Venice that is vital in the repetition of the colorful serene daily representations of its inhabitants its charm now endangered.
Without the daily stories of the Venetians, the city is set to become a museum with many, many tourists who, emulating the barbarian invader, tear gradually the lifeline to the city of the lion.
We cut to the most hidden streets that are wedged next to St. John Elemosinario where it passes less people so we can go longer shipped.
The church was rebuilt after the fire of 1500 on the main altar preserves the altarpiece depicting St. John in the act of giving alms to a beggar.
This framework has been
 painted by Tiziano Vecellio and to the right in the Chapel of the couriers can contemplate a work of Giovani Antonio Sacchiense called Pordenone his precious disciple .
It is a true wonder to behold.
We come out in the middle of Ruga of Goldsmiths at the church of San Giacomo di Rialto .
Ruga , which in local dialect means street , offers double parked a large number of local goldsmiths , but also clothes and shoes .
The shops are the finest places in the porch while others
more tourist close other high of the portico and they look out directly on the market of fruit and herbs .

References greengrocers that invite customers to buy their products feel even from inside the portico in a pleasant noise typical of the market. 

lunedì 23 novembre 2015

Massime per il dirigente. Come fare carriera nella pubblica amministrazione

Massime  per il dirigente

Avere un politico di riferimento
Non decidere prima del politico di riferimento
Non esitare a fare atti contra legem se richiesti
Non scontentare gli intoccabili
Non licenziare nessuno
Promuovere chi ha protezioni
Usare la mano di ferro con chi non ha protezioni
Negare sempre prima che la magistratura meta la parola definitiva
Affidarsi alla verità processuale dopo tre gradi di giudizio
Ricordare che ogni cosa che si fa deve procurare dei voti al politico di riferimento
Solo così si può essere nominati, anche senza titoli , e fare carriera nella pubblica amministrazione!
Diffidate di chi lavora con impegno, politicis solutus.

Massime: tasse sugli immobili

Cambiare le tasse sugli immobili di frequente cosa può significare?
Avere un legislatore pasticcione e incompetente
Scoraggiare l’investimento immobiliare non avendo certezze sull’imposta
Favorire l’evasione fiscale nei comuni che non effettuano gli accertamenti
Rendere più facile l’applicazione delle sanzioni nei comuni più efficienti
Nominare qualche dirigente in più

Incrementare gli uffici preposti all’accertamento. 

domenica 22 novembre 2015

Cremona Roma . Viaggio con trenord?

Sapere che esistono due orari ferroviari è bellissimo.
Uno è relativo ai treni regionali ossia a quei treni di competenza della società regionale che amministrano la linea.
Sono gli orari che gestiscono i comuni di seconda serie quelli non raggiunti dalle frecce.
Raggiungere questi comuni diventa veramente arduo anche perché è veramente difficile avere informazioni del tecnologico personale d Trenitalia.
Questi non sono tenuti a rispettare alcuna coincidenza sulle linea regionali e non pagano alcuna penale in caso di ritardo.
Se per caso il  regionale che  deve raggiungere la coincidenza arriva in ritardo?
Nessun problema bisogna cambiare il biglietto in stazione o se era una offerta ricomprare un altro biglietto!
Se viaggi in freccia da una stazione all'altra di comuni raggiunti da questo servizio?
Qui non ci sono problemi basta pagare il prezzo del biglietto e tutto diventa facile,
Vorrà dire che ci trasferiremo a Roma o a Milano, così usufruiremo di un ottimo servizio ferroviario.
Un po' caro ma i prezzi delle metropoli si sa sono sostenuti.
E gli altri comuni non serviti da frecce ?
Possono sempre essere raggiunti con le autovetture!

sabato 21 novembre 2015

Cogeme e A2A

21.11.2015
Ora è tutta da vedere. A2A potrebbe farsi sotto con una nuova offerta. Oppure Linea Group potrebbe considerare la via della quotazione in borsa (fin dall’inizio annunciata come alternativa al matrimonio con A2A). Insomma, sul futuro di Lgh si apre ora una serie di interrogativi non di poco conto. Interrogativi che certamente la minoranza al Comune d Cremona (che letteralmente gongola grazie alla notizia arrivata da Rovato) porrà sul tavolo della commissione Vigilanza convocata per il 2 dicembre, così come su quello dell’Ufficio di presidenza in agenda per martedì 24.

Se il futuro di Lgh è tutto da costruire, un fatto è certo: esponendosi a favore del matrimonio con A2A, come ha fatto con il suo intervento in occasione dell’ultima seduta del Consiglio comunale, il sindaco Galimberti deve ora fare i conti con una nuova batosta politica. Gliene andasse dritta una…
E' questione di sensibilità politica
Poi i Cremonesi si meravigliano se sono destinati a diventare provincia di Mantova!
20.11.2015
Con tre voti contrari e due favorevoli, tra cui quello del presidente Giuseppe Mondini, il cda di Cogeme ha respintol'offerta vincolante fatta da A2A ai soci di Lgh che prevedeva l'ingresso della multiutility controllata da Brescia e Milano nel capitale sociale di Linea Group Holding con una quota del 51%.
Cogeme, che ha sede a Rovato, detiene il 31,5% delle azioni di Lgh: il parere della società era fondamentale per la trattativa.
(red.) Il nuovo consiglio di amministrazione di Cogeme Spa si è riunito per la prima volta negli scorsi giorni presso la sede della società a Rovato. Eletto lo scorso 19 ottobre 2015  dall’Assemblea dei Soci, con il voto favorevole del 80,465% del capitale sociale presente, il board è presieduto da Giuseppe Mondini, mentre i consiglieri sono Giulio Centemero, Maurizio Giannotti, Simona Troncana ed Ezio Codenotti.

giovedì 19 novembre 2015

Banche . Rischio Depositi

direttiva europea gestione delle crisi bancarie a partire dal 2016.
Parecchi sedicenti esperti attizzano i timori dei risparmiatori, per rifilargli immondizia finanziaria e previdenziale.
In realtà sono previste varie soluzioni affinché i salvataggi bancari non siano più totalmente a carico dello Stato.
Solo come ultima ratio è contemplato il cosiddetto bail-in, diventato lo spauracchio per chi ha soldi in banca. 
Esso prevede che verranno colpiti nell’ordine: le azioni (ovvio), le obbligazioni a seconda del tipo e, se non basta, anche i conti correnti, libretti, conti deposito ecc., fatti salvi però 100.000 euro per soggetto.
Quindi non sono affatto i correntisti quelli messi peggio:
– Prima di essi vengono comunque coinvolti senza nessun limite i possessori di obbligazioni della banca, per non parlare degli azionisti; 
per chi ha soldi sul conto la difesa è facile: se ritiene la banca a rischio, può togliere subito anche tutto con un bonifico o assegno. Fanno eccezione solo i depositi vincolati.

– Quelli che rischiano di più sono coloro cui la banca ha scaricato sul groppone proprie obbligazioni non quotate; 
per esempio della Banca Popolare di Vicenza addirittura nominative!
Se hanno timori sulla sua solidità, vorranno liberarsene. Ma non possono farlo facilmente e senza danni . 
Possono solo sperare che la banca gliele ricompri, ovviamente al prezzo che vuole lei. In caso poi di obbligazioni subordinate, cioè meno garantite, quando tira una brutta aria è scontato non riuscire a disfarsene affatto o subire forti perdite. Anche del 50-60% rispetto al valore nominale 
per esempio di titoli della Banca Marche. (Fatto quotidiano)
Negli ultimi bilanci della Banca Popolare di Spoleto emerge anche l'aumento del costo del funding dovuto al riconoscimento di tassi elevati proprio sui depositi a tempo.
Anche Banca Marche viaggia su mari burrascosi. E dietro la politica particolarmente aggressiva di promozione dei conti deposito portata avanti nell'ultimo anni dall'istituto marchigiano, si nasconde la necessità di raccogliere denaro per tamponare, insieme alla fiducia della clientela, i problemi di liquidità conseguenti ai prestiti "facili" che hanno generato il buco venuto a galla nel bilancio 2012. Una voragine di 527 milioni che ha messo in pista un'operazione di soccorso da parte di un gruppo di imprenditori( 24 ore)

Per fortuna che chi affida i soldi a ammnistratori di lunga esperienza paga di tasca propria e non è salvaguardato dal solito stato buonista

martedì 17 novembre 2015

Ristrutturazione edilizia detrazione fiscale. Bonus arredi

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015, la detrazione Irpef sale al 50%.
Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015, per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.
La detrazione è, invece, pari al 65% delle spese effettuate, dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015, per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.
Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.
Per usufruire della detrazione, è necessario:
1.     inviare, quando prevista, all'Azienda sanitaria locale competente per territorio, prima di iniziare i lavori, una comunicazione con raccomandata A.R., tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl
2.     pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
Per usufruire della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
Occorre, inoltre, conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti (provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011 - pdf):
·         le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili
·         domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti
·         ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta
·         delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali
·         in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all'esecuzione dei lavori
·         comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori  da inviare all’Azienda sanitaria locale,  se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri
·         fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute
·         ricevute dei bonifici di pagamento.
I contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono fruire di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. La detrazione, che va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.
Per l’esattezza, i contribuenti ammessi a beneficiare del bonus arredi sono gli stessi che fruiscono della detrazione con la maggiore aliquota e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili; quindi, le ristrutturazioni edilizie con spese sostenute dal 26 giugno 2012. 
E’ possibile che le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici siano sostenute prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui i beni sono destinati. In altri termini, basta che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici; non è quindi necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. La data di avvio potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori) se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000), come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011 - pdf
Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di 10.000 euro va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

Quali beni

La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015 per l’acquisto di:
·         mobili nuovi
·         grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
A titolo esemplificativo, rientrano tra i mobili agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.
Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la norma limita il beneficio all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano, per esempio, fra i grandi elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito.
La realizzazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali consente ai singoli condomini (che usufruiscono pro quota della relativa detrazione) di detrarre le spese sostenute per acquistare gli arredi delle parti comuni, come guardiole oppure l’appartamento del portiere, ma non consente loro di detrarre le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per la propria unità immobiliare.
In sintesi, la detrazione è collegata agli interventi:
·         di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale
·         di manutenzione straordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
·         di restauro e di risanamento conservativo, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
·         di ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
·         necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie elencati nei punti precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza
·         di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
Non è richiesto che ci sia un collegamento fra i mobili e l’ambiente ristrutturato. In altri termini, l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi.

Adempimenti

Il contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le stesse modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati:
·         la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati
·         il codice fiscale del beneficiario della detrazione
·         il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Per esigenze di semplificazione legate alle tipologie di beni acquistabili, è consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
I documenti da conservare sono:
·         l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)
·         le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Rispettando tutte queste prescrizioni, la detrazione può essere fruita anche nel caso di mobili e grandi elettrodomestici acquistati all’estero. Se il pagamento avviene mediante bonifico bancario o postale, la ritenuta d’acconto deve essere operata anche sulle somme accreditate su conti in Italia di soggetti non residenti. Se il destinatario del bonifico è un non residente e non dispone di un conto in Italia, il pagamento dovrà essere eseguito mediante un ordinario bonifico internazionale (bancario o postale) e dovrà riportare il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la causale del versamento, mentre il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato possono essere sostituiti dall’analogo codice identificativo eventualmente attribuito dal paese estero.

biglietti per il museo on line . Semplicissimo!


Comperare biglietti per il museo on line è semplicissimo!
Si instaura un piacevole scambio di e mail con il provider!




Questa è solo una copia del vostro ordine, per favore controllare questa e-mail:



Gentile Sig./ra nicola centofanti, siamo lieti di confermare la ricezione del vostro ordine.

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Dettagli dell'Ordine:
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Numero Ordine: F293362
Data Richiesta: 16-11-2015 16:28 pm


Galleria degli Uffizi, data 29-11-2015 alle ore 16,00 (in alternativa: data 29-11-2015 alle ore 16,30):
n. 2 biglietti interi per 31.50 Euro
n. biglietti ridotti per 0.00 Euro
n. biglietti gratuiti (6-17 anni) per 0.00 Euro

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Codice Agenzia:
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Esposizioni Temporanee (incluse nel prezzo totale):
nessuna esposizione temporanea presente nel periodo richiesto

Condizioni di Prenotazione: Io approvo.


Totale: 31.50 Euro
(incluso biglietti, eventuali diritti per esposizioni temporanee - se previste nel periodo scelto -, prevendita e diritti per servizio online)

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Dati Personali:
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Nome: nicola
Cognome: centofanti
Indirizzo: XI febbraio 17
Città: Cremona
CAP: 26100
Nazione: italia
Telefono: 3486953896
Telefono Cellulare: 3486953896
E-Mail: centofanti_@libero.it


Il vostro Ordine è stato inviato con successo.

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ATTENZIONE
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Non appena i biglietti saranno prenotati e il pagamento sarà processato vi invieremo un'altra e-mail con unlink per scaricare e stampare il vostro voucher. Riceverete un voucher per ogni museo prenotato.

Potete controllare lo status del Vostro ordine al seguente link:

http://booking.florence-museum.com

La Vostra login è: centofanti_@libero.it
La Vostra password è: F293362

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Se la prenotazione sarà confermata, l’addebito sulla vostra carta di credito nel prossimo estratto conto figurerà a nome TUSCANYALL.COM SRL, la società che gestisce il sito Florence-Museum.com.

IL VOUCHER ORIGINALE
Il VOUCHER originale è molto importante, perchè Vi permette di ritirare i Vs. biglietti presso il Museo. Assicuratevi quindi di averlo con Voi, il giorno della visita.

BIGLIETTI RIDOTTI E BIGLIETTI GRATUITI
Nel caso in cui abbiate prenotato biglietti scontati, Vi verrà richiesto un documento di identità al momento dell'ingresso al museo, per poter beneficiare della riduzione.
Qualora non siate in grado di dimostrare l'appartenenza alla categoria favorita, o nel caso in cui non apparteniate alla categoria favorita, il Vs. biglietto verrà cambiato con un biglietto intero, e la Vs. carta di credito verrà utilizzata per addebitare la differenza dovuta.


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19.11.2015

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Gent.mo Sig./Sig.ra nicola centofanti,

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lunedì 16 novembre 2015

Il vecchio treno regionale esiste ancora?

Il vecchio treno regionale esiste ancora?
Cercare sui siti o nelle biglietterie un treno regionale a basso costo è molto difficile.
Devi viaggiare sul freccia rossa.
Devi recarti alla stazione più vicina dove parte il freccia rossa magari con l'anticipo di una buona oretta perché se hai preso un'offerta per una data ora e arrivi in ritardo devi ricomprare il biglietto.
I numeri dei chilometri aumentano il costo del biglietto aumenta , magari i tempi di percorrenza diminuiscono , ma se io voglio viaggiare con un vecchio ed economico regionale è possibile?
Provate sugli orari delle tratte regionali è fantastico lo slow  trip riserva delle sorprese inaspettate.
Complimenti abbiamo un servizio ferroviario eccezionale!
Io però che sono un amante del treno ho scelto di viaggiare in macchina!

Anonymous dichiara guerra all'ISIS

gli attivisti di Anonymous si scagliano di nuovo contro il terrorismo jihadista e in un video lanciano l'Operazione Parigi. Con un nuovo video caricato sul web con l'hashtag #OpParis, il gruppo di hacktivist che opera in tutto il mondo promette che farà di tutto per "smascherare i membri dei gruppi terroristici" responsabili delle stragi di Parigi. "Noi non ci arrenderemo, noi non perdoneremo e faremo tutto ciò che è necessario per mettere fine alle loro azioni", dice il classico Avatar con la maschera di Guy Fawkes e un forte accento francese dopo aver espresso "dolore e solidarietà per le vittime, i feriti e le loro famiglie".

Polizia postale
la polizia postale italiana infatti ha difficoltà a verificare provider che operano all'estero poiché le rogatorie internazionali costano e no ci sono fondi sufficienti.
Forse anche in Europa è la stessa cosa!
Poi c'è la privacy  e la libertà di espressione  bisogna acquisire il consenso prima di intervenire in un sito privato? 
Bisogna acquisire il consenso scritto per il trattamento di dati personali.,
Si sa le regole devono essere rispettate.

Chi ha rubato la felicità ai nostri giovani?

Chi ha rubato la felicità ai nostri giovani?

Siamo noi !
Quelli che comandano, quelli che fanno le leggi sempre a favore dei vecchi e sempre contro i giovani!
Il bello è che facciamo finta di  non rendercene  conto!

domenica 15 novembre 2015

Chi finanzia l’ISIS? Cosa fa l'Europa

Chi finanzia l’ISIS 
In politica estera l’America ha sempre sbagliato tutto.
  parole pronunciate da un candidato repubblicano alla Casa Bianca per le presidenziali 2016. 
Rand Paul, senatore, libertario, non-intervenzionista, è sicuro che dietro l’ascesa dell’Isis ci sono gli americani, anzi, “un paio di  repubblicani esperti di affari esteri” – Lindsey Graham eJohn McCain (quest’ultimo sconfitto da Obama nel 2008 e oggi guerrafondaio n.1). “Isis è sempre più forte perché i falchi nel nostro partito hanno fornito indiscriminatamente armi agli estremisti”, ha detto a Morning Joe su Msnbc il senatore.
“Volevano far fuoriAssad e bombardare la Siria. Sono stati loro a creare questa gente”. E poi: “Tutto quel che i falchi hanno fatto e detto in politica estera negli ultimi 20 anni riguardo a Iraq, Siria e Libia, lo hanno sempre sbagliato”.
La tesi non è inedita. Anzi è storia. L’11 settembre ha cambiato il  corso degli eventi in quanto risultato degli errori di Washington, che in Afghanistan e Pakistan per anni ha finanziato gruppi di insorti per rovesciare i governi locali.
Nonostante Isis resti una minaccia, Obama si guarda bene dall’inviare “truppe sul  campo” per sconfiggere i 25.000 terroristi dello Stato Islamico. Non sarà perché nelle fasce ‘manipolabili’ della popolazione (in Italia leghisti e destre ‘di pancia’) l’operazione “alert terrorismo” ha già dato i frutti? Con i video raccapriccianti di decapitazioni o l’abbattimento di reperti archeologici in città storiche, lo scopo è raggiunto: scatenare nelle masse la reazione psicologica paura/odio/voglia di punizione.
 Joe Biden, vice-presidente degli Stati Uniti, in un discorso tenuto  all’Università di Harvard, in Massachusetts, Biden (notoriamente incline alle gaffe) ha accusato i paesi alleati Usa nel Golfo – Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar – di non fare abbastanza per combattere Isis e, peggio, di essere loro i finanziatori del gruppo che ha preso il posto di Al-Qaeda (surclassando in un anno i seguaci di Osama bin Laden per brutalità, strategia,  soldi e marketing mediatico).
Joe Biden: “Hanno fatto piovere centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”.
L’amministrazione Obama ha presentato scuse formali e ritrattazioni. Ma in privato, funzionari della Casa Bianca ammettono che “mentre il vice-presidente è stato poco diplomatico, la sua posizione non è errata quando dice che soldi e armi sono finiti nelle mani di estremisti”.
dietro Isis ci sono i paesi arabi alleati dell’America con la regia del governo di Washington.
Il gruppo conservatore americano “Judicial Watch” ha reso pubblico unrapporto ‘top secret’ della Dia (Defense Intelligence Agency), i servizi segreti del Pentagono. Il documento, 7 pagine, datato 12 agosto 2012, espone il solito errore geopolitico di sempre. La Dia prevede e convalida la creazione di uno Stato islamico per sbarazzarsi del presidente siriano Bashar al-Assad, la cui dittatura – oggi sappiamo – ha causato il  massacro di oltre 200.000 vittime nella guerra civile siriana. Ma la nascita di un “principato salafita” che “unifichi l’estremismo jihad tra sunniti in Iraq e in Siria” non impedisce un’altra accurata previsione: “Assad rimarrà al potere”.il fatto quotidiano

Chi sono gli Alleati dell’ISIS?
 Recentemente dal Sinai è arrivato l'annuncio che il gruppo jihadista Ansar Bayt al-Maqdis, legato ad al Qaeda, ha giurato fedeltà allo Stato Islamico. E' solo l'ultimo gruppo, in ordine cronologico, che stringe un patto con gli uomini del califfo Abu Bakr al Baghdadi, ma ci sono movimenti che vanno in questa direzione anche in Nigeria e in Somalia.
Senza parlare della Libia, dove i salafiti indossano le uniformi delle truppe del Califfato e addestrano le "reclute" provenienti da altri Paesi. 5.000 soldati pronti a immolarsi per la jihad solo dallaTunisia, e poi c'è il Marocco, l'Algeria e varie aree del Maghreb, da dove ll'Isis drena braccia e vite umane da arruolare per la costruzione di un Califfato sempre più vasto. Una catena di montaggio del terrore che sta raccogliendo sempre più consensi all'interno del mondo jihadista. Come è possibile tutto questo?
Gli Usa e l'Europa - prosegue al Sabaileh - continuano a ignorare quello che sta succedendo in Libia e quello che sta succedendo in Egitto, senza rendersi conto che la jihad libica, che sta mettendo a ferro e fuoco l'ex feudo di Gheddafi, presto potrebbe travolgere l'Egitto. E se crolla l'Egitto come per un macabro effetto domino il prossimo Paese destinato a crollare è la Giordania e da lì la porta verso l'Arabia Saudita è aperta".
"Insomma - conclude l'analista giordano - Stati Uniti ed Europa sembrano non rendersi conto che è necessario intervenire subito, a cominciare dalla Libia, perché è da lì che l'Isis trae la sua linfa ed è quello l'epicentro del terrore, da dove i terroristi pensano di conquistare il Medio oriente. ma anche il Mediterraneo". 
Un allarme infondato? A guardare la mappa del terrore in Africa si direbbe di no. Vediamo cosa sta succedendo nei territori degli ex qaedisti, che adesso si inginocchiano alla volontà (e al fiume di armi e di denaro) del Califfo.
Egitto. '"Dopo esserci affidati a Dio, abbiamo deciso di stringere alleanza con l'emiro Abu Bakr al-Baghdadi, califfo dei musulmani in Siria, in Iraq e in altri Paesi'', si legge nel comunicato diffuso dal gruppo jihadista Ansar Bayt al Maqdis, legato ad al Qaeda e attivo nella Penisola del Sinai.
Libia. Qui i salafiti dell'Isis ormai hanno il controllo del territorio. Secondo la versione di Arabia Saudita e Paesi del Golfo, in Libia iFratelli Musulmani hanno aderito all'ideologia dello Stato islamico, mentre per i sostenitori della Fratellanza è stata proprio l'assenza dei Fratelli Musulmani a permettere l'ascesa dell'Isis nell'ex regno del Colonnello Gheddafi. Oggi la Libia è un gigantesco campo di addestramento per terroristi.
Nigeria. Anche gli jihadisti di Boko Haram non sono rimasti insensibili alla sirena dell'Isis. Secondo Al Arabiya il leader del movimento che ha il suo quartier generale in Nigeria, Abu Bakr Shekau, ha giurato fedeltà ai sunniti dello Stato islamico nel mese di luglio.
Somalia. La jihad qui si chiama Al Shabab. I terroristi hanno legami con i pirati, che drenano risorse assaltando navi e petroliere.

Libia. Da lì le truppe dello Stato islamico possono penetrare in Medio Oriente passando dall'Egitto, ed estendere il loro dominio sugli altri Paesi arabi. Non solo: dalle coste libiche raggiungere l'Europa e realizzare il sogno del Califfo al Baghdadi di attaccare gli infedeli del Vecchio Continente potrebbe diventare realtà. Panorama

Cosa fa l?Europa?

Convegni e conferenze cercando di nascondere la verità: ossia che i giochi sul Medio oriente sono talmente complessi che l'Europa senza veri poteri politici e senza veri leader non è in grado di fare assolutamente nulla di risolutivo!