sabato 19 agosto 2017

Acqua ossigenata

acqua ossigenata
L'acqua ossigenata, o perossido di idrogeno, è una sostanza non inquinante e completamente biodegradabile che può risultare utile in diversi ambiti ed in particolar modo per la cura della casa e della persona. Ad esempio, scegliendo acqua ossigenata a basse concentrazioni, è possibile ottenere un collutorio disinfettante ed un dentifricio fai-da-te per sbiancare i denti.
L'acqua ossigenata è solitamente acquistabile in farmacia o parafarmacia. Per uso personale e domestico è bene scegliere l'acqua ossigenata a concentrazioni più basse(3%, corrispondente a 10 volumi). Scopriamo insieme alcuni dei suoi possibili utilizzi.

1) Collutorio

L'acqua ossigenata può essere utilizzata come collutorio persbiancare i denti, come indicato da parte di WikiHow. L'acqua ossigenata da acquistare a tale scopo deve rappresentare una soluzione al 3%, considerata una concentrazione sicura per il cavo orale. Come collutorio è possibile impiegarne un paio di cucchiai. L'impiego di acqua ossigenata come collutorio viene indicato per essere messo in pratica prima di lavarsi normalmente i denti.

2) Dentifricio sbiancante

Come suggerito ancora una volta da WikiHow, l'acqua ossigenata può essere impiegata per creare un dentifricio sbiancante fai-da-te da utilizzare una volta alla settimana. È necessario mescolare 2 cucchiaini di acqua ossigenata e 3 cucchiaini di bicarbonato, fino ad ottenere un composto utilizzabile come dentifricio. Si può aggiungere una goccia di olio essenziale di menta un pochino del proprio normale dentifricio.

3) Disinfettare il bucato

Potrebbe esservi la necessità di disinfettare il proprio bucato, ad esempio in caso di macchie di sangue, pannolini o assorbenti lavabili e vestiti dei bambini. È possibile aggiungere una piccola quantità (un solo cucchiaio) di acqua ossigenata al catino dell'ammollo degli abiti prima di passare al lavaggio in lavatrice per ottenere un effetto disinfettante. Per non rischiare di scolorire il bucato, è bene utilizzare questo rimedio soltanto con i capi bianchi.

4) Disinfettante per la pelle

Per via dell'abitudine di acquistare prodotti disinfettanti pensati appositamente a tale scopo, non tutti sono a conoscenza di uno degli impieghi principali dell'acqua ossigenata, che consiste nel suo utilizzo per disinfettare la pelle in caso di escoriazioni e ferite. È necessario evitare che l'acqua ossigenata entri a contatto con la pelle sana e con gli occhi.

5) Disinfettante per le superfici

L'acqua ossigenata può essere utilizzata come disinfettante per le superfici lavabili della casa, con particolare riferimento alle maniglie delle porte e delle finestre ed ai sanitari. Per tale motivo l'acqua ossigenata può essere considerata un rimedio multiuso utile da portare con sé in viaggio, nel caso in cui vi sia la necessità di disinfettare la propria pelle o l'ambiente in cui ci si trova.

6) Sbiancare le unghie

Se il colorito delle unghie non risulta perfetto, ad esempio a causa della nicotina delle sigarette o per via di un utilizzo prolungato di smalti di colore scuro, è possibile ricorrere ad un rimedio a base di acqua ossigenata, che consiste nell'aggiungere un cucchiaio di questa sostanza in un pentolino d'acqua calda e nell'immergere le unghie in questa soluzione per dieci minuti.

7) Schiarire le macchie della pelle

L'acqua ossigenata, in piccole quantità ed alle concentrazioni più basse, può essere utilizzata per schiarire le macchie della pelle, presenti ad esempio sul viso o sulle mani. Deve essere applicata in piccole quantità sulla pelle con l'aiuto di un batuffolo di cotone nelle ore serali e per più giorni, sempre nella quantità di poche gocce, fino ad ottenere l'effetto desiderato. È necessario fare attenzione in caso di arrossamenti o pelle sensibile.

8) Sbiancare il bucato

L'acqua ossigenata può essere sostituita alla candeggina (un prodotto altamente irritante ed inquinante) non soltanto per disinfettare ma anche per sbiancare il bucato, soprattutto in caso di capi bianchi che si siano ingrigiti con il tempo ed i lavaggi. Può essere versata nel cestello della lavatrice nella quantità di un solo cucchiaio. Se si teme che l'acqua ossigenata possa avere un effetto troppo forte sul bucato, è bene ricorrere ad un'alternativa anch'essa non inquinante, e sicura, alla candeggina. Si tratta del percarbonato di sodio, acquistabile online o nei negozi di prodotti naturali.

9) Pediluvio

L'acqua ossigenata può essere utilizzata da parte di coloro che frequentano spesso palestre e piscine per eliminare il pericolo di incorrere in infezioni da funghi, per via del suo elevato potere battericida. Piccole quantità di acqua ossigenata possono dunque essere aggiunte alla normale acqua impiegata per il pediluvio da effettuare alla sera o dopo lo sport.

10) Disinfettante in cucina

L'utilizzo dell'acqua ossigenata è stato indicato come adatto alla disinfezione degli utensili da cucina, con particolare riferimento a taglieri e coltelli. In particolare l'acqua ossigenata, in combinazione con l'aceto bianco, sarebbe in grado di eliminare in modo totale dalle cucine contaminate da tali batteri sia E.coli che Salmonella.

Fisco sugli immobili. Imperativo Vendere?

La pressione fiscale sugli immobili oltre alle spese condominiali, specie sugli immobili notificati soggetti alla Soprintendenza ( struttura inutile da abolire nei comuni dotati di uffici tecnici con più dirigenti che nella Soprintendenza) induce i proprietari a vendere.
I prezzi sono ribassati specie nei comuni scarsamente serviti dai servizi ferroviari. che fare?
Bisogna considerare che l'immobile è un capitale che non produce reddito salvo gestioni particolari.
Pertanto se la proprietà può resistere alle numerose spese per tenersi il capitale bene, se no bisogna accontentarsi e ricavare il minimo che offre il mercato immobiliare oramai depresso da tempo.

Case popolari per tutti?

Egregio Direttore 
sostituire le caldaie normali con quelle a condensazione costa una fortuna 
mettere a norma gli scarichi per le suddette caldaie costa una Fortuna 
aggiornare gli impianti del gas mettendo le tubature fuori dei fabbricati vetusti costa una fortuna 
chiedere ai Comuni le Autorizzazioni necessarie fa perdere giorni e giorni di lavoro e nessuno ti dice cosa bisogna fare.
Questo sì che è una maniera per mandare tutta la piccola proprietà in rovina. 
Andiamo tutti alle case popolari che sono bravissimi nel gestire i loro appartamenti 
Distinti saluti
Cesare Fedeli 


Risposta 
A milano ci sono 9500 alloggi popolari sfitti! 

Ape in caso di atti a titolo gratuito.

Ape in caso di atti a titolo gratuito.
Mentre la legge appare molto chiara per quanto riguarda gli atti a titolo oneroso, nei quali il trasferimento della proprietà si realizza per mezzo di un onere (nella stragrande maggioranza pagamento di una somma concordata), non altrettanto chiara lo è nel caso in cui il trasferimento avviene a titolo gratuito, come ad esempio le donazioni.
La legge dispone che per gli APE in caso di atti a titolo gratuito vi sia l’esclusione degli obblighi di allegazione, di consegna e di informativa e la logica conclusione è che in questo caso l’Attestato di Prestazione Energetica non sia necessario.
Leggendo con più attenzione si scopre, tuttavia, che, anche nei casi di trasferimento a titolo gratuito, è necessario che l’immobile sia dotato di Attestato di Prestazione Energetica, ma a differenza di quanto disposto in caso di trasferimento a titolo oneroso, non sono previste sanzioni. Ne consegue che, spesso, l’obbligo di dotazione sia ignorato.
A supporto di tale tesi, il Consiglio Nazionale del Notariato nel suo Aggiornamento allo Studio n.657-2013/C precisa:
Gli atti traslativi a titolo gratuito sono soggetti al solo obbligo di DOTAZIONE (art. 6, c. 2, d.lgs. 192/2005; il D.L. 145/2013 ha modificato solo il comma 3 dell’art. 6 del d.lgs. 192/2005, sottraendo gli atti a titolo gratuito dagli obblighi di allegazione, consegna e informativa, ma non ha anche modificato il comma 2 dell’art. 6 del d.lgs. 192/2005, che tuttora prevede l’obbligo di dotazione per gli atti gratuiti).
Gli atti traslativi a titolo gratuito NON sono, invece soggetti agli obblighi di ALLEGAZIONE, di CONSEGNA e di INFORMATIVA (art. 6, c. 3, d.lgs. 192/2005; la circostanza che non sia più previsto l’obbligo per il beneficiario di atti a titolo gratuito di dichiarare in atto di “aver ricevuto la documentazione … comprensiva dell’attestato di prestazione energetica”, porta a ritenere che sia escluso per tali atti anche l’obbligo di consegna dell’attestato). Per quanto riguarda l’attività del Notaio, nessuna particolare formalità, pertanto, è attualmente richiesta in occasione della stipula di un atto traslativo a titolo gratuito:
– né l’allegazione all’atto dell’attestato (espressamente limitata dal comma 3 alla sola compravendita, agli atti di trasferimento a titolo oneroso ed ai nuovi contratti di locazione soggetti a registrazione, tranne che nei casi di locazione di singole unità immobiliari);
– né l’introduzione in atto della dichiarazione del donatario e/o beneficiario di aver ricevuto le informazioni e la documentazione comprensiva dell’attestato, in ordine all’attestazione della prestazione energetica (espressamente limitata dal comma 3 alla sola compravendita, agli atti di trasferimento a titolo oneroso ed ai nuovi contratti di locazione soggetti a registrazione). Il comma 2 dell’art. 6 del d.lgs. 192/2005 (relativo all’obbligo di dotazione, unico obbligo “sopravvissuto” per gli atti a titolo gratuito) non impone alcuna menzione in atto circa l’avvenuta dotazione dell’attestato;
Pertanto con riguardo agli atti traslativi a titolo gratuito può concludersi nel senso che:
– permane a carico del proprietario (donante/alienante) l’obbligo di dotazione; la violazione di tale obbligo, peraltro, non comporta l’applicazione di alcuna sanzione, posto che l’art. 15, c. 8, d.lgs. 192/2005 limita l’applicazione della sanzione pecuniaria, dallo stesso prevista per il caso di mancata dotazione, al solo caso della vendita, esclusi, pertanto, gli atti traslativi a titolo gratuito:

– non vi è alcuna formalità da rispettare né alcuna menzione da inserire nell’atto.studioninarello.it 16.2.16

Comodato d’uso gratuito a genitori o figli:

Comodato d’uso gratuito a genitori o figli

Per i figli in comodato d'uso gratutito può valere la 'prima casa'. 
Con  l’approvazione definitiva della Legge di Stabilità 2016, viene confermata l’abolizione della Tasi sulla prima casa e viene introdotta un’ulteriore modifica ai casi di comodato d’uso gratuito concesso ai parenti di primo grado (genitori e figli).
Le novità del travagliato emendamento prevedono uno sconto pari al 50% dell’imponibile IMU e TASI 2016. Ma i paletti posti per beneficiare del bonus fiscale non sono irrilevanti. Vediamo di seguito le condizioni richieste:
il contratto di comodato d’uso deve essere registrato;
il comodatario deve utilizzare l’immobile dato in comodato come propria abitazione principale;
il comodante (chi concede l’immobile), oltre alla casa che viene concessa in comodato, può essere proprietario solo di un’altra abitazione, quella principale. Quest’ultima deve trovarsi nello stesso comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato.
Quest’ultimo requisito ha suscitato non poche polemiche: di fatto ciò esclude dallo sconto fiscale IMU e TASI 2016 tutte le famiglie che cedono la propria abitazione ai figli ma in una città diversa rispetto a quella di origine (caso tipico di chi ha la famiglia divisa fra due Comuni), restringendo la pletora dei beneficiari su una base piuttosto arbitraria.
Le novità che riguardano la tassazione degli immobili non finiscono qui. E’ previsto infatti unosconto del 25% per i proprietari che concedono i propri immobili in locazione con canone concordato (anche in questo caso, purtroppo, si tratta un provvedimento destinato ad avere impatto in un numero limitato di casi).

COME SI REGISTRA UN CONTRATTO DI COMODATO D’USO GRATUITO?
Un contratto di comodato d’uso può essere sottoscritto in forma verbale o scritta, ma in caso di immobili il contratto deve essere registrato in forma scritta. La registrazione si effettua presso un qualsiasi sportello dell’Agenzia delle Entrate, non necessariamente, presso l’ufficio competente del proprio domicilio fiscale.
Poiché non è prevista la registrazione telematica, è necessario seguire la seguente procedura:
1.      versare tramite il modello F23 l’imposta di registro pari a € 200, indicando il codice tributo 109T;
2. recarsi presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate e presentare due copie del contratto firmate in originale;
3. presentare il modello 69 compilato relativo alla richiesta di registrazione. Il modello è disponibile presso gli uffici stessi delle entrate ed è possibile compilarlo direttamente all’atto della presentazione;
4. dotarsi di marche da bollo da € 16 da applicare sulle copie degli atti da registrare. La data delle marche da bollo deve corrispondere a quella in cui è stato stipulato il contratto;
5. se il richiedente è un delegato delle parti, dovrà presentare fotocopia delle carte di identità del comodante o del comodatario che lo ha incaricato.


 18 Febbraio 2016 -



hotspot di Taranto

hotspot di Taranto

Taranto: 140 migranti da Ventimiglia solo per identificazione. quanto costa?
Un viaggio di oltre mille chilometri, solo per essere identificati nell’hot spot del porto ionico. Dopo l’identificazione sono nuovamente liberi di muoversi , quasi certamente risalendo l’Italia. http://www.norbaonline.it 28/06/2017.
La priorità del governo italiano e dell’Europa è quella della identificazione e del controllo delle persone che giungono da noi e che vengono accolte nei vari centri.
Infatti l’Europa chiede all’Italia dei controlli più severi negli hotspot, centri di prima accoglienza, specie da quando è entrata in vigore l’Agenda europea sull’ immigrazione. Questa agenda prevede che i migranti debbano per forza passare dai centri di prima identificazione prima di poter raggiungere gli altri Paesi europei.
Anche a Taranto è presente uno di questi centri da circa un anno.
L’ hotspot di Taranto è una struttura realizzata su 10 mila metri quadrati al Varco Nord del porto, vicino alla zona industriale dove vengono svolte abbastanza velocemente le operazioni di prima assistenza e di identificazione dei migranti che sbarcano in Italia e che provengono principalmente dall’Africa.
L’ hotspot sorge nella zona di un vecchio parcheggio e comprende un’area di prima accoglienza sanitaria, gli uffici per l’identificazione, la zona con i letti e la mensa.
La struttura è sorvegliata con telecamere e presidiata da esercito, polizia, guardia di finanza e carabinieri che svolgono turni estenuanti e vigilano costantemente per reprimere rappresaglie; nell’hotspot di Taranto si riescono ad identificare e fotosegnalare più di 400 migranti in due giorni!
Il centro è molto ben organizzato ed efficiente. Sono inoltre presenti associazioni di volontariato che aiutano i militari nelle operazioni di prima accoglienza. Dopo una prima identificazione, i migranti entro tre o quattro giorni vengono trasferiti in altri centri soprattutto del sud Italia, oppure espulsi. Infatti, una delle prime operazioni che i carabinieri e la polizia compiono è quella di prendere le impronte digitali. Subito dopo i migranti vengono divisi in due categorie: ci sono quelli che richiedono asilo politico, perché scappano da Paesi dove c’è la guerra, oppure i migranti irregolari che i vengono rinviati nei Paesi di provenienza entro sette giorni. Tutta la zona esterna all’hotspot è sorvegliata dell’esercito italiano.
Amnesty International ha scritto un rapporto sul modo in cui vengono accolti i migranti e su modi con cui vengono prese le impronte e ha raccolto varie testimonianze per tutelare i diritti dei rifugiati e dei migranti; ovviamente non mancano le polemiche.
Bisogna pensare che sono già passate dall’hotspot di Taranto circa diecimila persone che parlano lingue diverse, che sono molto stanche per il viaggio e che devono sottoporsi, appena arrivate, a tutte le procedure previste dalle leggi. Sicuramente si creano situazioni difficili.
Anche i militari devono fare il loro dovere di controllo e di protezione impegnandosi al massimo, perché non sanno chi sono le persone che hanno di fronte. http://newspapergame.lagazzettadelmezzogiorno.it/2017/03/13.


L’Ottimista. Grazie ai servizi Ministeriali per l’ottima organizzazione 

Perdite di gas. Responsabilità. Quesito

Egr. Direttore,
ci sono responsabilità per perdite di gas dell'impianto interno. 
Distinti saluti
C F


Risposta
Per verificare senza idraulico perdite di gas occorre chiudere gli elementi che potenzialmente consumano gas come caldaia e cucine o forni a gas e osservare successivamente il contatore del gas .
Se questo si muove occorre chiamare non l’ente gestore che chiude il contatore ma l’idraulico privato che accerta la perdita.
Non si capisce perché l'ente gestore non educhi gli utenti ad una sorveglianza semplicissima del loro contatore ma provveda a chiuderlo se richiesto di intervento!!!!!
Forse così conta di più!!!!!
In ogni caso gli impianti datati possono essere fuori norma se corrono dentro le abitazioni. L’allaccio deve essere esterno. Un allaccio non a norma provoca la responsabilità del titolare e/o del proprietario.