giovedì 14 dicembre 2017

Vegas difende la Boschi in Commissione Inchiesta BAnche

Dal ministro Maria Elena Boschi “non c’è stata pressione ma solo l’esposizione di un fatto” nell’incontro a Milano. Lo ha detto il presidente Consob Giuseppe Vegas in Commissione d’inchiesta rispondendo alle domande del deputato Carlo Sibilia (M5S). “Siamo stati in un ristorante a pranzo – ha detto – poi l’ho portata a visitare la Consob, mi sembra una cosa normalissima che un parlamentare si interessi della sua costitutency (collegio elettorale ndr), non c’è stata pressione ma l’esposizione di un fatto”. ‘Ho avuto modo di parlare della questione Etruria con l’allora ministra Boschi, che espresse un quadro di preoccupazione perché a suo avviso c’era la possibilità che venisse incorporata dalla Popolare di Vicenza e questo era di nocumento per la principale industria di Arezzo che e’ l’oro’. Lo ha detto il presidente della Consob Giuseppe Vegas in audizione in commissione banche. ‘Le risposi che Consob non era competente sulle scelte di aggregazione delle banche’, aggiunge.
Immediata la reazione di Mdp: ‘Se un membro del governo mente, deve dimettersi’.
Boschi, non ho mentito. Ho incontrato più volte il presidente della Consob in varie sedi come ho incontrato altri rappresentanti istituzionali: mai e poi mai ho fatto pressioni. Mai”. Così Maria Elena Boschi su facebook. “Non è giusto subire aggressioni sul nulla, ma non mi fanno certo paura. E voglio che tutti sappiano la verità.
Meloni, pretendiamo dimissioni Boschi – “Il sottosegretario Maria Elena Boschi ha mentito al Parlamento e agli italiani dichiarando più volte di non essersi mai interessata a Banca Etruria. Menzogna svelata dal presidente della Consob in Commissione banche.
D’altronde è il segreto di pulcinella che il PD e i banchieri sono un tutt’uno indissolubile. Pretendiamo le dimissioni della Boschi, e anche il resto del governo, asservito alle banche, dovrebbe dimettersi. Purtroppo non lo faranno, ma tra pochi mesi ci penseranno gli italiani”. Lo scrive su Facebook, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. notizie.virgilio.it/

LA bufala
evidentemente se lo dice Vegas uno dei padri nobili della patria che ha difeso strenuamente i risparmiatori sarà sicuramente vero!


Pensionati contro giovani?

Pensionati contro giovani?

L'Inps sta erogando oltre 18 milioni di pensioni, nel 63,1% dei casi sotto la soglia di 750 euro: un dato che fa parlare l'Istituto di "una forte concentrazione nelle classi basse". E' quanto emerge dall'ultimo osservatorio sulle pensioni, che non include però le gestioni dipendenti pubblici ed ex Enpals, e si riferisce a dati al gennaio 2017.

Egr. Direttore
Chi crede che privilegiando con qualche aumentino i pensionati si possano tenere a bada ancora i giovani dimenticati in larga misura  dai provvedimenti di sostegno al lavoro giovanile si sbaglia.
Gli anziani hanno a cuore l’avvenire dei giovani.
Distinti saluti
Cesare fedeli

Il Biotestamento è legge. Chi ha votato ha Favore.

Il Biotestamento è legge. E' stato approvato al Senato
Con la premessa che la legge tutela il diritto alla vita, alla salute, ma anche il diritto alla dignità e all'autodeterminazione, il testo dispone che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è documentato in forma scritta. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, viene espresso mediante videoregistrazione o dispositivi che la consentano. La volontà espressa dal paziente può essere sempre modificata.
Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato.
Viene sancito il divieto di accanimento terapeutico, riconosciuto il diritto del paziente all'abbandono terapeutico e viene espressamente garantita la terapia del dolore fino alla sedazione profonda continuata.
Il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario.
È sempre garantita un'appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati".
Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciarvi. In conseguenza di ciò, il medico è esente da responsabilità civile o penale. S eppur in modo non diretto né esplicito, si riconosce di fatto al medico l'obiezione di coscienza: "Il medico non ha obblighi professionali".

Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno. liberoquotidiano.it

Nelle dichiarazioni finali hanno espresso voto favorevole i sen. Manuela Repetti (Misto-IPI), Mazzoni (ALA), Nerina Dirindin (Art. 1-MDP), Palermo (Aut), Alessia Petraglia (SI-SEL), Paola Taverna (M5S), Emilia De Biasi (PD). Il provvedimento, che finalmente risponde all'esigenza di cambiamento della società civile, pone al centro la persona, il rispetto della sua unicità e dunque delle sue scelte. Il testo non prevede alcun obbligo, ma è solo l'affermazione della libertà del singolo contro un accanimento terapeutico che non può più essere tollerato, conferendo dignità alla vita e alla morte. Secondo Art.1-MDP, l'unico vero problema è la mancanza di capitale umano e finanziario che dovrà dare attuazione alla legge.
Hanno espresso voto contrario i sen. Quagliariello (FL), Centinaio (LN), , D'Ambrosio Lettieri (GAL), Aiello (AP) e Zuffada (FI-PdL) e, in dissenso dal Gruppo. i sen. Romano (Aut) e Amoruso (ALA). La legge, definita da più parti "la via italiana all'eutanasia", contiene disposizioni ideologiche e fortemente opinabili, trasformando il medico in vero e proprio burocrate di Stato addetto all'esecuzione testamentaria. Pur apprezzando il tentativo di colmare un vuoto normativo su cui esistono solo pronunciamenti dell'autorità giudiziaria, LN, AP e FI-PDL hanno lamentato il rifiuto aprioristico di qualunque contributo migliorativo in virtù di una fretta dettata da mere ragioni propagandistiche. Con motivazioni differenti, i sen. Carraro (FI-PdL) e Sacconi (AP) hanno annunciato la non partecipazione al voto.

LA Bufala
I 5 stelle fanno maggioranza col PD per approvare una legge che molti cittadini aspettavano da anni non si potrà più dire che fanno solo opposizione

mercoledì 13 dicembre 2017

Somministrazione abusiva Depenalizzata dal job act

Multe salate per la somministrazione abusiva di lavoro, gli appalti e i distacchi illeciti, che non sono più reato in base al Dlgs 8/2016. La depenalizzazione comporta comunque un inasprimento delle sanzioni amministrative: la “multa” minima parte infatti da 5mila euro, e può arrivare a 50mila euro (vedi tabella in fondo).
L’attuazione del Jobs act, con il nuovo codice de i contratti contenuto nel Dlgs 81/2015 (in vigore dal 25 giugno scorso), ha reso più flessibile l’uso del lavoro in somministrazione. Le aziende devono prestare particolare attenzione, però, al rispetto delle regole e delle procedure, soprattutto in seguito alla depenalizzazione di una serie di reati disposta dal Dlgs 8/2016: dallo scorso 6 febbraio, infatti, per alcune condotte che prima erano considerate reato è applicata la sanzione amministrativa può raggiungere importi piuttosto elevati.
Il quadro sanzionatorio oggi si presenta suddiviso tra due normative:
  • L’articolo 40 del Dlgs 81/2015 sulla somministrazione irregolare;
  • l’articolo 18 del Dlgs 276/2003 che sanziona, quali fenomeni più rilevanti nella pratica, la somministrazione abusiva e la conseguente utilizzazione illecita,gli appalti e i distacchi illeciti
Il quadro sanzionatorio
Per la somministrazione irregolare, il Dlgs 81/2015 prevede una sanzione compresa tra 250 e 1.250 euro in relazione a una serie di violazioni di carattere formale diversamente modulate per l’utilizzatore o per l’agenzia di somministrazione. In pratica, il legislatore ha previsto la sanzione in capo all’utilizzatore per il superamento del limite del 20% (o il diverso limite previsto dai Ccnl) di utilizzo di lavoratori somministrati sulla base di un contratto di somministrazione a tempo indeterminato.
Inoltre, se il contratto commerciale è a tempo determinato, l’articolo 31, comma 2, prevede la possibilità di ricorrere alla somministrazione sulla base dei soli limiti stabiliti dal Ccnl, o, addirittura, senza limiti, nel caso di assunzione di lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate stabilite dalla norma. In questi casi, all’illecito si può aggiunge la possibilità data al lavoratore di chiedere in giudizio la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze dell’utilizzatore. Questa ipotesi è invece esclusa in caso di violazione del contingentamento sui contratti a termine (articolo 23, comma 4, Dlgs 81/2015). Se poi i lavoratori sono stati assunti dal somministratore a tempo indeterminato, la missione dovrà avvenire con contratto a tempo indeterminato, soprattutto nel caso di apprendisti (articoli 31 e 42, comma 7). Una sanzione a totale carico dell’utilizzatore, che dovrà indurre le aziende a verificare attentamente il contratto commerciale con l’agenzia.
La verifica della genuinità
Proprio la forma scritta del contratto rappresenta il punto di partenza per valutare la genuinità della somministrazione, partendo dagli estremi dell’autorizzazione per arrivare al trattamento economico e normativo dei lavoratori (articolo33),In realtà, l’articolo 35, comma 1, prevede che per tutta la durata della missione presso l’utilizzatore i lavoratori del somministratore hanno diritto a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore. L’inosservanza comporta la sanzione a carico sia dell’agenzia sia dell’utilizzatore, con una responsabilità solidale (articolo 35, comma 2) estesa rispetto al passato. Infatti, oggi il lavoratore potrà chiedere il pagamento della retribuzione e il versamento dei contributi previdenziali direttamente all’utilizzatore senza attendere l’escussione del somministratore. Gli organi di vigilanza poi potrebbero attivare la procedura della diffida accertativa per crediti patrimoniali, in base all’articolo 12 del Dlgs 124/2004, se riscontrassero i mancati pagamenti o l’applicazione di un differente Ccnl. Le aziende dovranno anche garantire ai lavoratori, se non vogliono incorrere nella sanzione amministrativa, il welfare aziendale (formazione, agevolazioni assicurative e sanitarie, servizi in convenzione) assicurato ai propri dipendenti.
I casi vietati
Soprattutto, sarà necessario non ricorrere alla somministrazione nei casi vietati dall’articolo 32 del Dlgs 81/2015. Art. 32 (Divieti) 1. Il contratto di somministrazione di lavoro è vietato: a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero; b) presso unità produttive nelle quali si è proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge n. 223/1991, che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro, salvo che il contratto sia concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi; c) presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro; d) da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. .
L’informazione
Infine, l’utilizzatore dovrà ricordarsi anche di informare, entro il 31 gennaio di ogni anno, le Rsa, le Rsu o le associazioni di categoria territoriali del numero dei contratti di somministrazione conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

LA bufala
Somministrazione abusiva è stata depenalizzata dal job act per tutelare maggiormente i lavoratori?

MARIA ELENA BOSCHI .Scala . Opera di Roma. Ministro della Cultura?

MARIA ELENA BOSCHI .Scala . Opera di Roma. Ministro della Cultura?

Dopo la sua apparizione alla Prima della Scala di Milano, ecco il look sexy di Maria Elena Boschi all'apertura della stagione al Teatro dell'Opera di Roma.
Andrea Chenier "mi e' piaciuto molto". Soddisfazione da parte del sottosegretario Maria Elena Boschi, che alla fine del primo atto dell'opera di Giordano che questa sera da il via alla stagione scaligera, e' andata a salutare il maestro Riccardo Chailly e gli artisti. "E' la mia prima volta alla Scala - spiega - e sono particolarmente contenta anche per questo, mi mancava. Ho girato tutti i principali teatri italiani ma qui non ero ancora stata".affariitaliani.it


LA bufala.

Poterebbe essere un ottimo ministro della cultura

Alternativa popolare. Filorenziani. Autonomisti. Filoberlusconiani

In  Alternativa popolare, dopo la scelta di Angelino Alfano di non ricandidarsi, la frattura è sancita. Un “liberi tutti”. 
Filorenziani – come Beatrice LorenzinFabrizio Cicchitto – da una parte, verso una lista in appoggio al centrosinistra. 
Altri, invece, considerano conclusa l’esperienza con il partito di Renzi, con diverse sfumature. C’è il coordinatore Maurizio Lupi che insiste nel tentare la strada solitaria, puntando a superare la soglia del 3%: “Serve una proposta seria, moderata, liberale, alternativa al Pd”, spiega. 
Altri, come Formigoni e l’ala lombarda tornano a strizzare l’occhio verso il centrodestra e Forza Italia: “Secondo me contiamo più del 2%, dobbiamo costruire un’alleanza che si ispiri ai valori del Ppe. E ricostruire una gamba moderata dello schieramento di centrodestra”, ha spiegato. Il rischio concreto, di fatto, è ormai che il partito vada in ordine sparso. Il fatto quotidiano.it

LA bufala
un vero statista si riconosce dalla capacità di tenere unite le alleanze!

Come si calcola lo spread . Quando conviene acquistare o vendere titoli di Stato

Come si calcola lo spread . Quando conviene acquistare o vendere titoli di Stato

Lo Spread è la differenza tra il rendimento di un titolo decennale di un determinato paese dell’Eurozona e quello omologo del Bund tedesco, preso come punto di riferimento perché considerato il titolo del debito sovrano più sicuro del blocco a 19.
È misurato in punti base ed è insomma il gap tra i tassi sui titoli pubblici dei due paesi presi in esame. Ogni punto base equivale allo 0,01%. Se il Btp a 10 anni italiano rende il 3% e il Bund decennale l’1%, lo Spread sarà pari a 200 punti base (2% di discrepanza). Il rendimento e il prezzo di un bond hanno un rapporto inversamente proporzionale. Vale a dire che quando il prezzo sale, il tasso scende, e viceversa.
Il tasso di un Btp rappresenta il livello di rischio dell’Italia. Più alto è il rendimento e maggiore sarà il rischio che il nostro governo non sia in grado di restituire le cedole sugli interessi e quindi non riesca a rimborsare il capitale in scadenza. È quello che è successo all’apice della crisi del debito europeo a novembre 2011, quando lo Spread tra Btp e Bund decennali raggiunse il massimo storico di 575 punti.
Più lo Spread è alto e più il livello di rischio del paese, in questo caso l’Italia, sarà proporzionalmente elevato. Se lo Spread si restringe vuol dire che il mercato valuta meno alto il rischio di default del debito italiano, se si amplia, significa che viene percepito come più rischioso.
Il differenziale può aumentare per due motivi principali:
il rendimento del titolo tedesco scende
il rendimento del Btp sale.
Nel primo esempio, per la verità più raro, non ci sono oneri aggiuntivi per il debito pubblico italiano.
Il secondo caso è più facile che si verifichi, perché è difficile che si muovano molto i titoli tedeschi, considerati i più a prova di default dell’area euro e di conseguenza l’investimento più sicuro tra le offerte del mercato secondario obbligazionario della regione. Quando il Btp cresce di rendimento e il Bund resta fermo, lo Spread si allarga e significa che il governo italiano dovrà sborsare una somma maggiore in interessi sul debito pubblico. Esiste ovviamente anche la possibilità che i due titoli si muovano entrambi al rialzo o al ribasso.
Se lo Spread si allarga, significa in ogni modo che il mercato percepisce come meno sicuro il nostro paese, o per lo meno meno a prova di default rispetto alla Germania. L’Italia viene insomma in questo caso ritenuta meno affidabile della Germania in termini di capacità di restituire il debito e rispettare gli impegni presi. Di fatto quello che succede è che i titoli di Stato italiani perdono valore e di riflesso fanno aumentare i rendimenti. E gli investitori vengono allora premiati per i rischi intrapresi puntando sul debito pubblico italiano. wallstreetitalia.com/


LA  bufala
Adesso lo spread è a 142,70.

Se pensi che lo spread aumenti il titolo scenderà di valore quindi conviene acquistare se invece pensi che lo spread salga conviene vendere sempre aspettando che la diminuzione di valore o il suo aumento sia alla curva massima.